Cosa significa ambientarsi? Per me entrare in un nuovo luogo a piccoli passi, andando un po’ avanti, ma tornando anche un pochino indietro. Prendendo qualche rincorsa per fare poi grandi salti. E quella rincorsa la si prende così, tornando nel luogo più sicuro che c’è: le braccia della mamma.

L’estate non l’abbiamo ancora salutata, ma con il primo di settembre il giro di boa è stato fatto. Un’estate che ho amato, fatta di cose semplici e che si è resa artefice di un mare di attimi indimenticabili, che hanno arricchito il nostro cassetto degli aneddoti e dei ricordi.

Ho sempre avuto una teoria – che la mia breve, ma intensa, esperienza da mamma sta confermando –: bambini e bambine “possono” praticamente “tutto”, se vengono adeguatamente accompagnati, accolti, seguiti.

Credo sia la parola che meglio racconta la vita di una mamma.

Sono una mamma che allatta – da un bel po’, o per i benpensanti “ancora”, sì, perché Fabio ha tredici mesi compiuti –.

Su questo rifletto nell’ultimo editoriale de l’educazione e mentre rileggevo quanto scritto...mio figlio mi ha fatto vivere la bellezza dell’inatteso.

Che parola “importante” nella vita di ogni donna. Moglie, madre, figlia, lavoratrice.

Che parola “incerta”. 

Eppure essa governa spesso la nostra vita.

Spesso incontriamo molte persone sulla nostra strada. Se passeggiamo – o meglio, da adulti, “ci spostiamo” da un luogo a un altro a piedi – in una città (anche non troppo grande) spesso queste persone sono anziane. E sì, spesso sono persone che non notiamo nemmeno, presi dai nostri pensieri, dal luogo dove ci stiamo dirigendo. Presi da noi.

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Registrazione del Tribunale di Verona n.2049 Del 28 Luglio 2015 - R.o.c. Num 25932