Esistono tradizioni familiari, della propria famiglia d’origine, che magari accolgono quelle della propria città, della propria cultura. Vissute da bambini, vi siamo legati affettivamente, tanto che le portiamo nella coppia.

Poi ci sono tradizioni della coppia, nate per caso, ma volte a suggellare momenti indimenticabili.

Poi arriva un figlio e tutte queste tradizioni si fondono...

La vita della neo-mamma è costellata di “prime volte”, apparentemente “banali” agli occhi dei più (papà compresi, che almeno in parte proseguono la loro vita senza particolari cambiamenti), emotivamente “strane” per chi si trova a viverle, e credo sempre più particolari con l’alzarsi dell’età della mamma (perché più consapevole che quel figlio o figlia potrebbe essere l’unico).

Sì, i bambini hanno diversi bisogni. A rischio di ripetermi, primo tra tutti, quello di vicinanza con la loro mamma, bisogno che si fa sentire sempre più forte quando i nostri bimbi o bimbe stanno facendo una piccola – che per loro è sempre grande – crescita. Nei primi mesi di vita “crescere” significa anche imparare ad afferrare un oggetto e portarlo alla bocca da soli (coordinazione oculo-manuale), perché fino a ieri tenevamo noi in mano il giochino al nostro piccolo affinché lo mordicchiasse un po’. Significa “scoprire” di avere delle mani, e osservarle per bene, prima di accorgersi che sono “mie”. Di avere dei piedi! Così lontani dagli occhi!

Ogni giorno, sulla Terra, nascono circa duecentomila bambini e bambine.

Quindi ogni giorno circa duecentomila donne diventano madri per la prima volta, “circa” perché alcune lo diventano per la seconda, terza o magari quarta volta, o lo diventano di gemelli. Anche se per quel figlio o quella figlia lo saranno per la prima volta.

Metti quattro amiche – al bar – oppure tre, ma ne bastano anche “solo” due.

Metti almeno due carrozzine/passeggini/ovetti/fasce/marsupi, metti una poppata, un biberon e un pannolino che si riempie. Metti un cappuccino – che berrai freddo – e una brioches – che non ti accorgerai nemmeno di aver mangiato –.

Come si fa a capire quanto un bimbo è innamorato della sua mamma, ma si fida abbastanza di lei da “staccarsi” un po’?

Metti un week-end lavorativo, metti un bimbo piccolo, metti un papà a disposizione...shakera tutto insieme e...

La mia settimana è iniziata così, o meglio anche questa settimana è iniziata così.

La scorsa con la telefonata alle 7.30 puntuali per prenotare la visita dal pediatra in vista del vaccino, questa perché lunedì avevamo il suddetto vaccino.

Nel senso che le mamme hanno sonno. Sempre.

Nel senso che le mamme non fanno un “bel sonno”, profondo e magari ininterrotto, dal “giorno zero” del loro bambino o magari – come nel mio caso –, dal nono mese, durante il quale Fabio aveva già iniziato a “comandare” sulla posizione da assumere per “dormire”.

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