Il 2018 mi ha fatto il regalo più grande, diventare #mamma 

Un regalo impegnativo, non da prendere alla leggera, tanto che oserei dire “non ne sono ancora uscita”.

Ho ancora la lacrima facile (ormoni o un nuovo tipo di consapevolezza ed emozioni? Chissà...); il sonno leggero (non solo perché mi sveglia lui...anche perché mi sveglio io e mi manca un po’ da quando non lo ho – quasi – più nel letto); il corpo che risponde alle sue “esigenze”, tanto quasi quando era ancora dentro di me (perché i dieci mesi si fanno sentire e c’è tanto bisogno di mamma molto vicina per essere certi che non sparisca). I pensieri che partono da lui e poi incastrano tutto il resto. I dubbi, leitmotiv della giornata per ogni scelta da fare prima e decisione presa poi (dal sonno al cibo, non serve fare esempi). Le “esigenze” mie che sono “sparite” e le priorità che si sono irrimediabilmente modificate (vi siete mai ritrovate, dopo aver fatto la spesa in pieno #svezzamento, a chiedervi “e io e mio marito cosa mangiamo?”, nonostante un po’ di autosvezzamento). I sorrisi che ti colgono all’improvviso perché ti ha chiamato “mamma”, perché hai alzato gli occhi e ti cercava, perché si è alzato da solo e ti ha sorriso fiero, perché ha imparato a far finta di tossire, ma anche a fare i “capricci” e gli hai riso tu per prima, ormai colta la “beffa” e vi siete fatti una bella risata insieme. Perché comunque con quel “capriccio” voleva solo dirti “voglio te”. Le notti insonni e i risvegli felici. I mille “grazie” silenziosi ricevuti. L’amore incondizionato, reciproco. I sogni e la realtà, che è sempre meglio di quel che ti aspettavi.

Le semplici difficoltà, che puoi affrontare solo pensando che crescerà, ma per ora ha bisogno di te.

E sì, credo che da questo dono “non ne uscirò mai”.

Con amore

Stefania 

 

#unopiuunougualeatre 

 

Mi sono imbattuta, in questi giorni, in una citazione di Clive Staples Lewis (scrittore di fantascienza e saggista) che dice così “L'amicizia nasce nel momento in cui una persona dice ad un'altra: – Cosa? Anche tu? Credevo di essere l'unico”. Questo pensiero, nella sua semplicità, ci racconta la vita. Sì perché, che siamo grandi o piccini, abbiamo bisogno di trovare amici, cioè persone affini a noi.

Vi è mai capitato di dover affrontare una situazione nuova – un nuovo lavoro, l’inizio della gravidanza, un trasloco, un’operazione – e di sentirvi un po’ incerti, insicuri, e quindi di decidere di fare qualcosa di rassicurante? Un caffè con l’amica alla quale raccontate tutte le incertezze, una telefonata alla mamma

Se c’è una cosa importante che mio figlio mi ha insegnato in questi nove mesi, è l’importanza, a volte, di fermarsi.

Per rivedere meglio le cose, perché non è ancora il momento giusto, perché ricevere un abbraccio è più importante di lavare un bicchiere e trascorrere un pomeriggio su un tappetone per “imparare a crescere” lo può essere più che sbrigare una commissione.

Sui papà, nel mio lavoro, ho riflettuto spesso. Scritti, conferenze, spunti personali.

E ogni volta il mio pensiero principale è “che risorsa”!

La vita è fatta di cambiamenti, continue crescite, scombussolamenti, ma forse e soprattutto, è fatta di momenti – a volte proprio attimi – da cogliere. Perché affinché tutto si trasformi – o quel che non ci va si modifichi –, molto spesso è sufficiente un nonnulla.

Se così, di slancio, vi chiedessi come vedete il bicchiere, cosa mi rispondereste? Non pensateci, ditelo e basta. Valutate tutto eh...la mente lo sa fare in un secondo, anche perché, in realtà, avete già la risposta. Non è la prima volta che la pensate. È già elaborata, va solo detta, così diviene “reale”.

L’editoriale di questo numero de l’educazione parla di emozioni e sentimenti, cose apparentemente uguali, in realtà ben diverse tra loro. Potrei parlarvi degli aspetti non così positivi della ricerca ossessiva di emozioni (rapide e veloci, brevemente appaganti) che sempre più al giorno d’oggi viviamo: perché l’emozione dura un attimo, ci tocca e poi se ne va, ma ci ha fatto stare così bene che ne desideriamo ancora e ancora, la vita allora è una ricerca continua e nulla viene assaporato.

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