Ho sempre pensato che – in linea di massima – non esistano luoghi “inadatti” a bambini e bambine, esistono piuttosto bimbi e bimbe “non adatti” ad alcuni luoghi poiché non li hanno esperiti da subito o con gradualità. Mi spiego: “al supermercato non lo porto perché...” (ciascuno avrà la propria motivazione), questo finché il pargolo non ha due anni e lo si reputa “finalmente adatto” al supermercato...

Nella vita da neo-mamma arriva il momento, ahimè, di riprendere, a piccoli passi, il contatto con il mondo del lavoro. È tempo di ricominciare a pensare a l’educazione. 

Non ho mai considerato l’idea di poter essere una mamma non lavoratrice, o meglio un donna che non lavora. Ammetto però che il mio planning giornaliero oggi vede le esigenze di Fabio sopra a tutto.

Argomento scottante.

Non so come vivete voi questa cosa, se avete scelto subito la “culla integrata” al letto (side-bed) o come me avete optato per una culla/lettino/carrozzina specifici per il piccolo. Nel caso della side-bed magari avete fatto delle valutazioni sulla comodità di non alzarsi per recuperare il pargolo affamato. O avete sempre desiderato dormire con il vostro cucciolo.

L’editoriale di questo numero de l’educazione parla di questo. Di cambiare e di cambiamento.

Un anno fa, in questi giorni, abbiamo iniziato il nostro più grande cambiamento. Abbiamo scoperto che c’eri tu. Così, con molta delicatezza e incertezza, abbiamo iniziato a pensare che un giorno saremo diventati mamma e papà.

Quando incontriamo una nuova vita, passato il periodo del “tutto e subito” durante il quale il nostro piccolo richiede ogni nostra energia, attenzione, attimo e soprattutto tutto lo spazio – libero e non – della nostra mente, ci ritroviamo a pensare agli affetti, alle persone importanti della nostra vita e al valore che desidereremmo avessero in quella di nostro figlio o figlia. 

Per i bambini – come per gli adulti – ci sono giornate sì e giornate...nì.

Perché non mi piace essere troppo negativa, ma effettivamente ci sono giorni da dimenticare. 

Sono spesso legati agli “scatti di crescita” e molto spesso al cambio del tempo. – Che non sarà una cosa studiata e certificata, ma temporali in arrivo e vento, ad oggi, si sono rivelati pessimi alleati della serenità famigliare –.

Cosa significa? Che talvolta non ci vedono molto bene (qui ci starebbe una faccina con linguaccia)...accecate da un amore incondizionato {dovuto a nove mesi di gravidanza e al parto che suggella l’enormità del far nascer una nuova vita e giustifica la paura che ad essa accada qualcosa}. Ma è per questo che esistono i papà! Che aiutano (o almeno ci provano) a trovare un po’ di equilibrio.

Una mamma, per il proprio figlio, è come una pozione magica.

Ci sono tantissime cose che non sai quando diventi mamma, spesso sono cose poco piacevoli {le notti insonni che non potevi immaginare fossero davvero così; le ore con un bimbo in braccio rigorosamente in piedi, sia mai che sedendosi il mondo cambi il proprio allineamento; i pannolini troppo piccoli per contenere tutto...come faranno a farne così tanta; i denti, mi dicono, ancora è presto per noi.

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