Una mamma, per il proprio figlio, è come una pozione magica.

Ci sono tantissime cose che non sai quando diventi mamma, spesso sono cose poco piacevoli {le notti insonni che non potevi immaginare fossero davvero così; le ore con un bimbo in braccio rigorosamente in piedi, sia mai che sedendosi il mondo cambi il proprio allineamento; i pannolini troppo piccoli per contenere tutto...come faranno a farne così tanta; i denti, mi dicono, ancora è presto per noi.

...e con (più di) un lavoro

Fare la mamma è un impiego vero e proprio.

E per di più full time. Non c’è nulla da dire. È peraltro uno di quelli pagati con beni immateriali e non spendibili, anche se estremamente appaganti – sorrisi e crescite dei propri figli e figlie –. Non prevede ferie, nemmeno mezze giornate, almeno per i primi sei mesi, talvolta nemmeno la notte “libera”. Non prevede tempo per docce solitarie (né pipì), telefonate o caffè con le amiche privi di interruzioni. Spesso ci si trova a parlare con l’amica/sorella/cugina e a deconcentrarsi un attimo dal proprio piccolo/a per poi porvi nuovamente l’attenzione e ritrovarsi a sorridere...perdendo il filo della conversazione (o sorridendo proprio al momento sbagliato).

Ci sono, per le mamme, degli argomenti “spinosi”. Riguardano cose che si fanno con totale naturalezza, ma per le quali può accadere di essere “riprese”, come tenere bimbi e bimbe “sempre” in braccio o prenderli appena piangono. {Ecco, “sempre” l’ho volutamente virgolettato, perché, per quanto un piccolo stia in braccio della sua mamma – o del suo papà – non vi rimane sempre} Ecco che forse non è così scontato sapere che alcuni bambini sono “ad alto contatto”, hanno quindi più bisogno di altri di sentirsi fisicamente vicini alla loro mamma, di “assaporarla” e annusarla, di esaurire il proprio bisogno, anche fisico, di nutrirsi di lei.

Oggi mi presento.

Sono Stefania, direttrice de #leducazione moglie e neo-mamme, lavoratrice instancabile che ha scoperto che talvolta fermarsi, o magari rallentare, non è una scelta che fai, ma una cosa che ti capita, perché entra a far parte della tua vita “qualcosa” che reclama la tua completa attenzione.

Poi questa piccola cosina poco alla volta cresce un po’ e tu ti ritrovi con una mano libera, una sola, ma è sufficiente quella per diventare “wonder-mum”! Così sai anche svuotate e caricare una lavastoviglie con un’unica mano! E molto altro!

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Registrazione del Tribunale di Verona n.2049 Del 28 Luglio 2015 - R.o.c. Num 25932