Vi è mai capitato di dover affrontare una situazione nuova – un nuovo lavoro, l’inizio della gravidanza, un trasloco, un’operazione – e di sentirvi un po’ incerti, insicuri, e quindi di decidere di fare qualcosa di rassicurante? Un caffè con l’amica alla quale raccontate tutte le incertezze, una telefonata alla mamma

Se c’è una cosa importante che mio figlio mi ha insegnato in questi nove mesi, è l’importanza, a volte, di fermarsi.

Per rivedere meglio le cose, perché non è ancora il momento giusto, perché ricevere un abbraccio è più importante di lavare un bicchiere e trascorrere un pomeriggio su un tappetone per “imparare a crescere” lo può essere più che sbrigare una commissione.

Sui papà, nel mio lavoro, ho riflettuto spesso. Scritti, conferenze, spunti personali.

E ogni volta il mio pensiero principale è “che risorsa”!

La vita è fatta di cambiamenti, continue crescite, scombussolamenti, ma forse e soprattutto, è fatta di momenti – a volte proprio attimi – da cogliere. Perché affinché tutto si trasformi – o quel che non ci va si modifichi –, molto spesso è sufficiente un nonnulla.

Se così, di slancio, vi chiedessi come vedete il bicchiere, cosa mi rispondereste? Non pensateci, ditelo e basta. Valutate tutto eh...la mente lo sa fare in un secondo, anche perché, in realtà, avete già la risposta. Non è la prima volta che la pensate. È già elaborata, va solo detta, così diviene “reale”.

L’editoriale di questo numero de l’educazione parla di emozioni e sentimenti, cose apparentemente uguali, in realtà ben diverse tra loro. Potrei parlarvi degli aspetti non così positivi della ricerca ossessiva di emozioni (rapide e veloci, brevemente appaganti) che sempre più al giorno d’oggi viviamo: perché l’emozione dura un attimo, ci tocca e poi se ne va, ma ci ha fatto stare così bene che ne desideriamo ancora e ancora, la vita allora è una ricerca continua e nulla viene assaporato.

Femmina, ragazza, adulta, sbarazzina, compagna, di compagnia, moglie, mamma, madre, responsabile, lavoratrice, cuoca, esperta in economia (domestica e non). Tutto insieme, ma anche in diversi momenti. Professionista, professionale. Contemporaneamente. Che talvolta significa tralasciare la tua parte empatica ed emotiva, perché non ovunque è “utile” far entrare il tuo vissuto, non sempre “sta bene”...anche se tu sai che è importante, e spesso è ciò che, anche nel lavoro, ti ha permesso la svolta.

...o virtù?

Quando diventi mamma vivi situazioni simpatiche, come quando, da un giorno all’altro, va bene “tutto”...e poi il contrario di tutto.

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periodico trimestrale

Registrazione del Tribunale di Verona n.2049 Del 28 Luglio 2015 - R.o.c. Num 25932