Ho sempre pensato che – in linea di massima – non esistano luoghi “inadatti” a bambini e bambine, esistono piuttosto bimbi e bimbe “non adatti” ad alcuni luoghi poiché non li hanno esperiti da subito o con gradualità. Mi spiego: “al supermercato non lo porto perché...” (ciascuno avrà la propria motivazione), questo finché il pargolo non ha due anni e lo si reputa “finalmente adatto” al supermercato...

ma a quel punto sarà il luogo a non essere più “adatto” a lui. Un bimbo di due anni, con motricità e desiderio di scoperta a mille, mai stato “educato” al supermercato e alle sue regole (prima compro e poi è mio, non tutto si può avere sempre, per citarne due di base), vi farà – più o meno giustamente – impazzire.

Come a tutto (salutare, lavarsi le mani, dire grazie, scusa, per piacere...), anche ai luoghi i bimbi vanno educati, a piccoli passi; vanno inoltre aiutati a cogliere le caratteristiche di luoghi simili, dove avere comportamenti simili. E questo si può fare da quando hanno pochi mesi...o giorni.

Lasciate che vi prendano per pazzi/e, parlate con i vostri bimbi!

Bambini e bambine sono estremamente intelligenti e se li si affianca il successo è assicurato.

Fabio è nato, e non appena usciti dalla maternità ci è preso come il desiderio di riscoprire il mondo insieme a lui. Abbiamo iniziato a fantasticare di quando lo avremo portato allo zoo, al mare, al cinema...a tutte le future “prime volte”, che sarebbero diventate “prime volte” anche per noi: avremo rivisto e rivedremo tutto attraverso i suoi occhi. Dovremo raccontare cose che per noi ormai sono banali o scontate, e per farlo al meglio saremo obbligati a riscoprirle...e a lasciarci affascinare da esse e magari dalla meraviglia di lui.

Poi abbiamo rallentato un po’ i sogni, proprio come devono fare i fratelli maggiori con i nuovi venuti: il neonato, quando arriva...fa e sa fare poche cose.

Allora abbiamo forse rallentato i pensieri, ma non le azioni.

Fabio ha fatto la sua prima spesa che credo non avesse nemmeno una settimana, così come è venuto con me dall’estetista a pochi giorni e pure ad un corso di formazione.

Lui, io e il papà, talvolta anche solo lui e io, siamo costantemente alla scoperta del mondo. 

Ci piace portarlo in luoghi diversi, quelli che possono piacere a noi. Emozionati di poterli condividere con lui.

Fabio è nato con l’estate, ciò ci ha aiutato in parte, ma allo stesso tempo limitato. Ogni stagione ha i suoi pro e contro. Quel che è certo è che ci siamo sempre mossi nel rispetto dei suoi bisogni, ma allo stesso tempo senza paura...di nulla. E ad oggi non abbiamo avuto nemmeno un raffreddore.

Il risultato? Un bimbo che a quattro mesi è sempre sorridente, capace di relazionarsi con chi frequenta con continuità, capace di incrociare uno sguardo e cercare o provocare un sorriso. Ma anche un bimbo che sa esprimere i suoi bisogni.

Mi è capitato ancora di darlo in braccio a persone di cui mi fidavo e che magari lui non conosceva da molto, in diverse occasioni ha accettato questo passaggio, ma talvolta ha anche esplicitato il desiderio di tornare subito da mamma o papà. Ed è stato accolto in questo. Allora se noi rispondiamo alle loro richieste con la giusta immediatezza loro imparano a fidarsi di noi e ad accettare le nostre scelte, perché percepiscono essere dettate dall’amore.

Se desideriamo andare insieme alla scoperta del mondo dovremmo imparare a fidarsi reciprocamente, grandi e piccini. Perché tutti possono avere i propri perché.

Stefania 

#unopiuunougualeatre

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