Già, perché il mondo è pieno di mamme. Sono commesse, cameriere, bariste, maestre, dottoresse, infermiere, artigiane, imprenditrici di se stesse (e anche avvocato, ingegneri, dirigenti d’azienda, queste però sono figure professionali che incontriamo meno spesso nella nostra quotidianità...magari le incrociamo “in borghese” all’uscita da scuola).

 

Ogni giorno, quando esci di casa con tuo figlio o figlia incontri un’infinità di donne, che non sono solo ciò che noi vediamo, sono anche “la Mamma di”. Portano nel cuore e nella mente, per tutta la giornata, il loro “piccolo” – per quanto grande esso sia –. E non è che perciò rendano meno in quel che fanno, anzi, essendo donne, se è possibile, rendono di più.

In questi mesi di maternità e di rientro lento al lavoro, con Fabio abbiamo incontrato tantissime mamme e, muovendomi con lui così piccolo, mi sono accorta, attraverso le loro parole, di come certi ricordi, certe emozioni siano e saranno indelebili per sempre nel cuore delle donne.

Fabio è andato in braccio anche a qualche commessa se eravamo senza passeggino {poiché non è il suo metodo preferito per spostarsi, del resto lo commutereste voi con le braccia della mamma?}, ha ricevuto migliaia di complimenti, anche dalle persone più inaspettate, quelle che fino al giorno prima magari con me erano un po’ rigide e poco sorridenti. Insieme abbiamo sorriso, salutato e ringraziato (perché s’impara da piccoli).

Incontrare tutte queste Donne che vedendolo mi hanno regalato un pezzetto della loro storia, mi hanno raccontato il loro amore, è stato – ed è ogni giorno – bello.

E credo lo sia stato per ciascuna di loro.

Rivivere il tuo amore e avere qualcuno che ti ascolta e accoglie. Non è cosa da poco.

Noi ci siamo sempre fermati ad ascoltare, ascoltare davvero. Abbiamo accolto quel pezzetto di cuore che ci donavano. Abbiamo raccolto decine di “storie di donne”, perché “wondermum” lo si diventa sfidando la quotidianità, fatta di parti e recuperi complessi, di notti insonni, di bimbi inappetenti, di doveri – sempre più numerosi dei diritti – di turni, domeniche e feste lavorative, di tempo sempre troppo poco da passare con i propri figli. Perché rientrare quando hanno solo tre o quattro mesi è veramente troppo presto. Ma fatta anche di gioie, dell’imparare a godere dì piccolissime cose belle che possono trasformarsi in inestimabili traguardi – pensiamo a tutte le loro “prime volte” –, fatta di “noi” e di famiglia.

Non potendo, ahimè, cambiare un sistema, dobbiamo puntare tutto sulla qualità, che non sarà abbastanza, ma è già molto.

Dobbiamo puntare su queste mamme che crescono oggi gli adulti di domani.

Grazie a voi.

Di cuore. Mi state insegnando tanto.

Stefania 

#unopiuunougualeatre

iscriviti per tenerti sempre aggiornato.

redazione

via Cà Nova Zampieri 4e int 16/17
37057 San Giovanni Lupatoto Verona

periodico trimestrale

Registrazione del Tribunale di Verona n.2049 Del 28 Luglio 2015 - R.o.c. Num 25932