Nel senso che le mamme hanno sonno. Sempre.

Nel senso che le mamme non fanno un “bel sonno”, profondo e magari ininterrotto, dal “giorno zero” del loro bambino o magari – come nel mio caso –, dal nono mese, durante il quale Fabio aveva già iniziato a “comandare” sulla posizione da assumere per “dormire”.

 

Anche le mamme con i bimbi che dormono la notte, che è in parte il mio caso, comunque non riposano davvero. Siamo sempre in allerta, con un sonno leggero, pronte a intervenire qualsiasi cosa accada (nemmeno fossimo in trincea).

E cosa può accadere? Io le ho pensate tutte, credo, per i primi quindici giorni: che smettesse di respirare – la prima notte in ospedale e poi la prima a casa le ho trascorse controllando che respirasse –, la SIDS, il soffocamento (che per fortuna ho “scoperto” solo dopo), e se rigurgita... Insomma di cose ne possono accadere a milioni. Ahimè.

E pur sapendo di non poter controllare tutto...cerchiamo almeno di controllare abbastanza.

Così, di notte, le mamme di bimbi e bimbe piccoli {ma anche non piccolissimi, perché poi arrivano gli incubi, le paure, i mostri, le novità che creano trepidazione e tolgono il sonno, la nostalgia} si incontrano...si incrociano sui social attraverso commenti, mi piace, messaggi in direct – che così il cellulare non suona –, nelle chat di gruppi specifici (preparto, allattamento, svezzamento) dove trovi quasi sempre qualcuno nella tua situazione – sveglia alle tre del mattino –, e con il “mal comune mezzo gaudio” ci si rinfranca un po’.

Cresce dentro di noi una solidarietà, quando si diventa genitore, incredibile. 

Si gioisce delle “fortune”, dei traguardi altrui e si empatizza con le loro difficoltà (io piango a ogni racconto di parto o annuncio di nascita, indipendentemente da come sia andata, mi si forma un nodo in gola). 

Insomma i nuovi mezzi di comunicazione ci hanno permesso un po’ di uscire da quella solitudine che, con l’arrivo di figli e figlie, per un periodo, le donne hanno vissuto.

Detto questo, quando la notte ti svegli per allattare il tuo bambino, quando è sufficiente che tu lo prenda dal suo letto per interrompere il suo pianto di paura, per cancellare il suo incubo, quando tra le tua braccia si rilassa perché si sente al sicuro...molta della fatica se ne va {anche se poi torna a bussare alle sei della sera} e ci si sente davvero wondermum perché nessun altro è capace di altrettanto per il nostro piccolo.

{Per chi allatta, sapete che bimbi e bimbe prediligono le poppate notturne perché è il momento in cui il latte è più “buono”, più nutriente? Inoltre l’allattamento notturno alza i livelli di prolattina che aumenta la produzione di latte, quindi il piccolo è più appagato, la mamma più rilassata, e come in un circolo virtuoso si sta tutti meglio}.

Stefania 

#unopiuunougualeatre

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