Come si fa a capire quanto un bimbo è innamorato della sua mamma, ma si fida abbastanza di lei da “staccarsi” un po’?

Metti un week-end lavorativo, metti un bimbo piccolo, metti un papà a disposizione...shakera tutto insieme e...

 

È andata così. Finora Fabio mi ha sempre seguita in ogni luogo, e anche questo fine settimana ha partecipato al corso di cui ero formatrice. Ma essendo sabato e domenica avevamo il papà a disposizione, quindi si è fortunatamente “perso” qualche momento - anche abbastanza lungo - dell’incontro. Padre e figlio, nonostante i cinque mesi non ancora compiuti, se la sono infatti “spassata”, per la serie “quando il gatto non c’è”...

E così, passeggino, berretto, coperta per essere ben protetto – cuore di mamma – e soprattutto poppata fatta, sono partiti: a passeggio per Verona...ma ancor di più alla scoperta di loro stessi. Ammetto che al primo “viene via con me” di mio marito ho avuto un attimo di esitazione mista a smarrimento...ma cos’altro avrebbero dovuto fare? E così si parte! E ogni rientro è stata un’emozione!

Cosa vi voglio dire esattamente...che in questi due giorni siamo cresciuti tutti e tre.

Padre e figlio nella loro relazione, dove il più piccolo ha espresso al “grande” i propri bisogni che sono stati accolti immediatamente, pertanto si è consolidato un rapporto di fiducia.

Come mamma mi sono staccata un po’ e soprattutto fidata, perché quando si ha a che fare con un bambino piccolo che non ha la parola per esprimere i propri bisogni agli altri si è sempre un po’ insicuri nel “lasciarlo”. La mamma che sta “sempre” con il figlio, o comunque rimane a “distanza di sicurezza”, sa di poter intervenire alla necessità, ma ancora non conosce cosa può accadere se distanza e tempi si allungano. Ammetto di essermi sentita un po’ smarrita alla loro prima passeggiata: come sarebbe stato e se avesse pianto? Ogni dubbio è stato fugato dal meraviglioso sorriso che ho ricevuto quando sono rientrati nella sala dell’incontro e Fabio mi ha vista. Attraverso quel sorriso il mio bambino mi ha fatto capire che mi riconosceva ed era felice di ritrovarmi, ma anche che fino a quel momento era stato bene. Credo di non poter desiderare nulla di più. Non vi dico la sua – e la mia – gioia quando l’ho preso in braccio. Una gioia che esprimeva benessere e sicurezza, come se lui sapesse che comunque c’ero.

Il mio messaggio alle mamme allora è semplicissimo: accudite e coccolate i vostri figli e figlie tutto il tempo che volete e potete, teneteli in braccio, baciateli e abbracciateli, fate si che vi conoscano e riconoscano, che si fidino di voi perché li prendete quando piangono, parlate con loro, li guardate negli occhi ed empatizzate, dite loro che li capite quando sono stanchi, stressati o arrabbiati...ma anche quando sono felici perché sono tra le vostre braccia, confessate loro che lo siete anche voi. E se qualcuno vi dice che lo state viziando fate spallucce – quanto meno nella vostra mente – lamentatevi con il vostro compagno, ma poi proseguite a fare ciò che vi sentite.

Solo così vostro figlio avrà fiducia in voi. E voi in lui.

E avrete la fortuna di “lasciarvi” per ritrovarvi un po’ cresciuti e un po’ più sicuri l’uno dell’altra.

Stefania 

#unopiuunougualeatre

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