Metti quattro amiche – al bar – oppure tre, ma ne bastano anche “solo” due.

Metti almeno due carrozzine/passeggini/ovetti/fasce/marsupi, metti una poppata, un biberon e un pannolino che si riempie. Metti un cappuccino – che berrai freddo – e una brioches – che non ti accorgerai nemmeno di aver mangiato –.

 

Metti poi una frase che ti farà sorridere... o forse ridere: “però, sei andata a fare colazione...”.

Perché sì è vero che le mamme magari vanno a “fare colazione”, a mangiare il gelato, al mercato o al centro commerciale...ma siamo proprio così certi che “se la siano spassata”?

Lascio a voi la risposta. Sicuramente sarà diversa dipendentemente dal “pubblico” che mi leggerà: maschile o femminile, genitore o non ancora, ma se deciderete di rispondere prometto di leggervi, “ascoltarvi” – metaforicamente – ed esporvi il mio pensiero...non troppo metaforicamente.

Le mamme si incontrano, si cercano, si “riconoscono”. Qualche giorno fa, nella nursery di un centro commerciale dov’ero con un’amica, abbiamo intessuto una conversazione interessantissima con un’altra mamma – mamma bis – che aveva qualche informazione da offrirci grazie alla sua doppia esperienza, ma cercava anche confronto su quanto faceva con il nuovo venuto.

Che le mamme si incontrino tra loro, che passino del tempo insieme è fondamentale. L’ho sempre sostenuto e trasmesso, la solitudine delle neo-mamme e delle mamme in generale, ripreso il lavoro e iniziata la scuola dei figli, che talvolta non permette il confronto con altri che vivono le stesse situazioni, è forse il vero inconveniente da fronteggiare oggi. Principalmente per non sentirsi “sole”, e poi proprio per confrontarsi.

“Sole”, le mamme, non lo sono mai, hanno sempre il proprio figlio o figlia con sé – fisicamente o nel cuore e nella mente – in particolare durante i primi mesi, quando sono le principali artefici del benessere di questi piccoli cuccioli, tra madre e figlio c’è dipendenza e connessione. Insomma le mamme sono sempre in compagnia...ma sono spesso “escluse” dal mondo degli adulti, così prese nel loro lavoro di cura da ritrovarsi in effetti un po’ sole.

Un’amica mi ha detto “ti manca il tempo di pensarti”...ed è un po’ vero. Per i primi cinque mesi circa non è semplice ritrovare se stesse. Trovarsi però con altre persone, donne, nel medesimo momento di vita, aiuta a vedere le cose dalla giusta prospettiva, perché ci si accorge che il cruccio, il pensiero, il dubbio di una è quello di tutte, lo stesso dicasi per gli “intoppi” del quotidiano e della crescita di figli e figlie. Quando si ha la possibilità di incontrarsi accade che c’è sempre qualcuna che li ha già passati – e sembra sopravvissuta – e superati, allora senti che potrai farcela anche tu! Ascolterai la loro soluzione, pur sapendo, più o meno consciamente, che magari lo stesso metodo non andrà così liscio con te, ma lo aggiungerai al tuo bagaglio di opzioni ed esperienze.

E qualche volta sarai tu ad aver già superato quella “fase”...e ti sentirai un po’ fiera di te, ma anche utile agli altri.

Insomma trovarsi tra mamme significa semplicemente condividere, vedere che tutte mangiano con il piccolo in braccio, si ritrovano con pannolini pieni e si mettono a cantare o a fare facce buffe...in qualsiasi luogo. Trovarsi tra mamme si significa poter pensare: “mal comune, mezzo gaudio”, ma anche capire che non stai procedendo poi così male nel tuo “incarico” e concederti un’immaginaria “pacca sulla spalla”...e sì, questo può rivoluzionare una giornata!

Stefania 

#unipiuunougualeatre

iscriviti per tenerti sempre aggiornato.

redazione

via Cà Nova Zampieri 4e int 16/17
37057 San Giovanni Lupatoto Verona

periodico trimestrale

Registrazione del Tribunale di Verona n.2049 Del 28 Luglio 2015 - R.o.c. Num 25932