Sì, i bambini hanno diversi bisogni. A rischio di ripetermi, primo tra tutti, quello di vicinanza con la loro mamma, bisogno che si fa sentire sempre più forte quando i nostri bimbi o bimbe stanno facendo una piccola – che per loro è sempre grande – crescita. Nei primi mesi di vita “crescere” significa anche imparare ad afferrare un oggetto e portarlo alla bocca da soli (coordinazione oculo-manuale), perché fino a ieri tenevamo noi in mano il giochino al nostro piccolo affinché lo mordicchiasse un po’. Significa “scoprire” di avere delle mani, e osservarle per bene, prima di accorgersi che sono “mie”. Di avere dei piedi! Così lontani dagli occhi!

 

Scoprirsi. Conoscersi. Far da sé. Tutto ciò, per bimbi e bimbe è la manifestazione del fatto di essere “diversi dalla mamma”: di non essere un tutt’uno con lei (fusione che, se ci pensiamo, nell’allattamento al seno si concretizza ulteriormente), ma di essere “una persona a sé”.

Se le mamme questo lo capiscono quando il piccolo, ancora in pancia, avanza le sue prime “richieste” (su che lato dormire, che cibi mangiare per fuggire all’acidità), il piccolo fino ai quattro mesi circa...non lo sa, e quando se ne accorge, giustamente, né è un po’ preoccupato.

Allora cosa fa? Cerca la vicinanza h 24 con la sua mamma. E se magari di giorno, di questo bisogno più di tanto non ce ne accorgeremo, di notte...sì!

In particolar modo se siamo abituati ad avere bimbi “che dormono” – lo so che avete dovuto dire molto volte che “sì, dorme la notte però si sveglia ancora due-tre volte per mangiare” e tutti vi hanno risposto “però dorme” e dentro di voi avete pensato “sì, dorme, ma il sonno continuo è tutta un’altra cosa...” e credo che anche voi come me vi siate arrese e ora diciate solo “sì, dorme”, SORRISO DI CIRCOSTANZA – trovarveli la notte che piangono, magari ogni mezz’ora, per essere presi ancora in braccio, fingendo di ciucciare (logicamente non hanno fame), in quelle notti parzialmente in bianco vi siete chieste: “tornerà il mio bambino? Quello che dorme?!?”.

Ecco, è successo anche a me.

E dopo due notti insonni – ed elegantissime occhiaie – mi sono fermata un attimo a pensare a quale potesse essere il bisogno di Fabio, invece del mio (DORMIRE!!!).

Allora ho ragionato su come, anche noi adulti, soddisfiamo i nostri bisogni, fisici e non: esaurendoli.

Siamo stressate? Telefonata alla/caffè con l’amica, fino a buttar fuori tutto ciò che avevamo dentro.

Voglia di una coccola? Un po’ di sanissimo shopping (vale anche quello online).

Voglia di qualcosa di buono? Cioccolatino o stuzzichino salato (dipende di quale “club del gusto” fate parte, io del dolce).

I piccoli hanno bisogni diversi – anche se non troppo – spesso, come già dicevo, collegati alla crescita e alla scoperta.

Il bisogno di Fabio in quelle notti era la vicinanza alla sua mamma. Il perché non lo saprò mai davvero bene. Poteva essere cresciuto un po’ in consapevolezza, poteva esserci stato qualche minimo cambiamento nella nostra routine che io avevo appena percepito, mentre per lui era stato più importante. L’inverno, il tempo, i cinque mesi. Un mio pensiero inespresso – si avvicina lo svezzamento e ancora non mi sento pronta –. 

L’unica cosa certa: lui voleva le braccia della sua mamma.

Allora, per scongiurare la terza notte insonne mi sono armata di buona volontà e sono salita a letto con lui presto, prima del solito. E ho dato via alla nostra routine del sonno. E l’ho tenuto in braccio, tanto, anche quando dormiva già e alla poppata successiva, quando si è svegliato, era ancora in braccio. Si è svegliato senza piangere, sereno, ha ripreso a ciucciare e presto si è lasciato andare al sonno davvero. Rilassato. Solo a qual punto l’ho messo nella sua culla...e le nostre notti sono riprese serene.

Cos’ho pensato di fare? Semplicemente di accogliere il suo bisogno, di farmi trovare serena difronte alle sue richieste, così che lui potesse rasserenarsi a sua volta, invece di pensare che io lo avrei “allontanato” non appena avesse abbassato le difese.

Ho capito prima di tutto che le sue non erano “crocodile tears” – lacrime di coccodrillo – come dice il suo body, della linea FacileA style.

Per me una lezione.

Crescendo i bimbi hanno bisogni maggiormente legati alla scoperta del corpo (di cui anche la voce fa parte): manipolare, mordicchiare, urlare; e del mondo: lanciare, tirare, arrampicarsi.

Sono tutti bisogni che andranno accolti, alcuni di essi ci metteranno in difficoltà, si parla di cibo, di sporcarsi, di lanciare, potranno però essere incanalati. Come fare? Ve lo racconterò! 

Stefania 

#unipiuunougualeatre

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