L’editoriale di questo numero de l’educazione parla di emozioni e sentimenti, cose apparentemente uguali, in realtà ben diverse tra loro. Potrei parlarvi degli aspetti non così positivi della ricerca ossessiva di emozioni (rapide e veloci, brevemente appaganti) che sempre più al giorno d’oggi viviamo: perché l’emozione dura un attimo, ci tocca e poi se ne va, ma ci ha fatto stare così bene che ne desideriamo ancora e ancora, la vita allora è una ricerca continua e nulla viene assaporato.

Ma non è ciò che desidero fare oggi, vorrei invece raccontarvi di come si “costruiscono” i sentimenti, del bisogno di continuità, e anche di un po’ di fatica.

Nasce un figlio e noi ce ne innamoriamo, nessuno può negare di emozionarsi ad ogni suo sorriso, ad ogni sua prima volta. Anche il piccolo si affeziona a noi, gli manchiamo se non ci siamo, ci cerca, ricerca la vicinanza...e anche lui, a poco a poco, prova dei sentimenti nei nostri confronti, perché lo stare insieme, crescendo, è sempre più fatto di “fare insieme” e quindi di divertirsi insieme. Con la mamma ciò è più semplice, tanto l’innamoramento, tanto il sentimento, inoltre magari è potuta rimanere a casa un po’ di più, si è “immolata” al dover far da sola – poi spesso siamo fonti di cibo e sostentamento...quindi ci piace un po’ “vincere facile” – e succede che i papà rimangano un po’ nel limbo...anche nel cuore del bambino. Noi mamme crediamo di potercela e dovercela fare da sole, e così facendo non ci rendiamo conto di privare padri e figli di qualcosa. Fortunatamente talvolta accadono situazioni che rimescolano le carte in tavola, nel nostro caso...una bella influenza, che mi ha atterrata, e obbligata a chiedere aiuto...al papà.

Così Fabio ci ha stupito un’altra volta.

E abbiamo colto come, affinché un sentimento si costruisca, ci si bisogno di continuità...

La continuità è fatta di quotidianità, di tempo in braccio, di risate, di “giochi”, di chiacchiere, di attenzioni, di cercare di mantenere una situazione di benessere, di uscire insieme e far fronte a piccoli “inconvenienti”, ma anche a ciò che banalmente accade ogni giorno – a una mamma. Ad esempio? Prendere il caffè e pagare il conto con un bimbo in braccio, fare la spesa cantando... –. É fatta di giacchine indossate, di bibe riempiti, di pannolini cambiati, di andare al lavoro insieme.

É fatta di fiducia. Reciproca.

Perché il bimbo capisce che il papà c’è, e il papà impara che anche lui ce la fa, non solo ad accudire il suo bambino, ma anche a diventare la luce dei suoi occhi.

Stefania 

#unopiuunougualeatre

“Ma se tu mi addomestichi, la mia vita sarà come illuminata. Conoscerò un rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi fanno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica”  – Le petit prince, Antoine de Saint-Exupéry 

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Registrazione del Tribunale di Verona n.2049 Del 28 Luglio 2015 - R.o.c. Num 25932