La vita è fatta di cambiamenti, continue crescite, scombussolamenti, ma forse e soprattutto, è fatta di momenti – a volte proprio attimi – da cogliere. Perché affinché tutto si trasformi – o quel che non ci va si modifichi –, molto spesso è sufficiente un nonnulla.

 

Un rapporto, un’amicizia, un amore, – un lavoro – come un apprendimento, iniziano con l’accendersi di un piccola miccia che poi potrà diventare un fuoco che arde o fermarsi lì. Perché non sempre allo scoccare della scintilla siamo pronti ad alimentare il fuoco. Spesso ci facciamo bloccare da timori o riflessioni su “quanto e quando” e così facendo ci perdiamo “il bello” del provarci.

Ecco che allora la vita ci pone davanti tantissime opportunità e spesso accoglierle nel modo giusto è ciò che ci permette di realizzarle e di realizzarci.

Partiamo dal lavoro.

Per le donne in particolar modo non è un traguardo così scontato e, forse troppo spesso, diventando madri, si mette un punto – o una pausa un po’ lunga – a questo capitolo della propria vita.

Quel che sarà importante sarà esserci all’arrivo della nuova opportunità – o aver potuto scegliere in consapevolezza la propria condizione –. In questi mesi da mamma ho cercato di proseguire una crescita anche professionale e quando mi si sono presentata alcune opportunità ho detto semplicemente “sì”. Io credo nel lavoro, quindi difficilmente rinuncio se mi interessa, se tocca le mie corde. Consapevole del sacrificio mio e di chi è con me. Ho capito però che crescite ed appagamento dei genitori portano necessariamente benessere ai figli. Fabio “lavora” ancora con me. Perché pedagogia è anche essere assertivi e saper esplicitare i propri bisogni, farsi accogliere e trovare intrecci e compromessi, di questo è fatta la vita. Di sfumature.

Proseguiamo con la vita da mamma.

Quel che ho imparato in questi ormai quasi nove mesi, è che quando ti sembra tutto perduto ecco che scatta la scintilla e tutto cambia!

Per noi è andata così con la scoperta dei cibi solidi, un cammino fatto di continui passetti indietro da parte di Fabio e di conseguenza da parte nostra, per cercare di aiutarlo a entrare davvero in relazione con il cibo – nel nostro caso ha giocato la sua carta la modalità di apprendimento propria dei bambini, apparentemente banale, concretamente complessa, poiché si basa sull’empatia e i neuroni specchio: l’imitazione! E per ciò ringrazio tantissimo Ludovico, 7 mesi oggi e “capace d’insegnare”, e poi l’imitazione di mamma e papà, perché ciò che noi “mangiamo”, in questo caso, interessa sicuramente di più a bambini e bambine –.

E poi oggi, che vi scrivo da una nottata quasi intera di sonno, dopo più di una settimana di continui risvegli e richiesta di coccole attaccate al seno. Con la pancia più piena, molto movimento fatto, tanti amici incontrati e osservati, ma soprattutto acquisita la certezza che “la mamma c’è”, questa notte abbiamo – quasi – dormito.

Pertanto...lasciamoci stupire!

E se è vero che è importante guardare avanti, al prossimo obiettivo, lo è anche assaporare il traguardo raggiunto, prenderne confidenza, sostare un po’ e goderne...come i bambini che assaporano e sperimentano appieno ogni nuova competenza raggiunta, arrivando fortificati e più preparati alla prossima tappa.

Stefania

#unopiuunougualeatre

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