Mi sono imbattuta, in questi giorni, in una citazione di Clive Staples Lewis (scrittore di fantascienza e saggista) che dice così “L'amicizia nasce nel momento in cui una persona dice ad un'altra: – Cosa? Anche tu? Credevo di essere l'unico”. Questo pensiero, nella sua semplicità, ci racconta la vita. Sì perché, che siamo grandi o piccini, abbiamo bisogno di trovare amici, cioè persone affini a noi.

 

Accanto al pensiero, venerdì mattina, facendo una delle “colazioni delle mamme” (delle quali vi ho già raccontato qualche tempo fa), con la mia amica Giulia abbiamo vissuto un momento magico che ci ha fatto toccare con mano come, non solo gli adulti, ma anche i bambini si cerchino tra loro, sappiano assumere comportamenti empatici (anzi forse in quello sono più esperti degli adulti) e provino ad aiutarsi.

Quindi, eravamo “tranquillamente” sedute davanti alle nostre tazze di cappuccino fumante – che logicamente abbiamo poi bevuto ormai tiepidino – e alle nostre brioche – ingoiate furtivamente essendo i nostri pargoli alle prese con lo svezzamento, che va bene auto svezzamento...ma per la pasticceria può esserci ancora un po’ di tempo –. I piccoli nel loro passeggini, cosa assai rara, hanno iniziato a studiarsi. Pietro era un po’ stanco e ce lo stava facendo capire, Fabio lo era forse un po’ meno – benché già reduce di due ore di gioco sul tappeto – e ha iniziato a scrutare con interesse l’amichetto...

Fabio non ama molto il contatto, ma inaspettatamente lo abbiamo visto allungare una manina...gesto che Pietro ha colto immediatamente accogliendo “quell’ancora” che gli era stata lanciata dall’amico – un messaggio sottotitolato “ti capisco, succede anche a me, lascia che finisca e poi ci facciamo sentire insieme” – e i due ometti si sono presi dolcemente per mano.

Sì, da madri dell’era digitale avevamo in un batter d’occhi i cellulari in mano ed abbiamo immortalato l’attimo.

Ma credo che qual che ci è rimasto dentro, e che ancora sta vibrando in noi, sia stata la bellezza di questo piccolo gesto, il capire come si siano riconosciuti e come siano già “amici”, un po’ per la continuità di frequenza che permettiamo loro, un po’ per le medesime esperienze ed emozioni vissute...diventare grandi prima tra tutte.

Così rivedendo la foto mi batte ancora forte il cuore.

E sì, l’amicizia mette le sue radici in gesti semplici, ma che sanno vibrare all’infinito.

Stefania 

#unopiuunougualeatre

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