Di attimi è fatta la vita. Di attimi “lunghissimi”, perché è passato quasi un anno in un attimo da quando sei nato tu; e di attimi che durano davvero un secondo, come la tua gioia o il tuo sorriso per una nuova conquista,

che attraversano il tuo viso (e il nostro), e poi via, subito veloce verso la prossima meta – anche se il loro riverbero è costante, ed è quello che dona la spinta per continuare –. Così, attimo dopo attimo si raccolgono molte idee, pensieri, riflessioni, ma il tempo ci fugge via e manca l’attimo per fissarle. Potrei definire così quella fugacità che mi ha allontanato più volte dalla carta, lasciandomi alla stessa “distanza” dalla vita.

Però poi ci sono le foto, che ci permettono di tornare a quel momento e riviverlo, che ci raccontano di un cammino fatto insieme e consentono ai nostri occhi di recuperare il suo valore.

Così ieri, parlando di attimi, ho ricevuto questa foto, che può significare poco a occhi estranei, ma che per me parla di noi e ci dice quanto ci conoscono gli occhi di chi l’ha scattata (il papà). Perché racconta una delle nostre passioni: il libro, dice della concentrazione appresa, del tempo per condividere e vivere insieme l’ascolto, per sfogliare, assaporare e assaggiare insieme. Nella velocità della vita parla di un tempo lento, quello della lettura, e di un altro ancor più lento, quello dell’imparare. A conoscersi, a crescere, a fare, a giocare, (a gattonare), ad essere mamma, papà, figlio. Un tempo, che seppur è durato un attimo non dimenticheremo e che ci ha segnati per sempre.

Nel prossimo editoriale vi parlerò di attesa, attesa di questo attimo, lunghissimo, che è la vita.

Stefania

#unopiuunougualeatre

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