Spesso incontriamo molte persone sulla nostra strada. Se passeggiamo – o meglio, da adulti, “ci spostiamo” da un luogo a un altro a piedi – in una città (anche non troppo grande) spesso queste persone sono anziane. E sì, spesso sono persone che non notiamo nemmeno, presi dai nostri pensieri, dal luogo dove ci stiamo dirigendo. Presi da noi.

 

Quando però passeggi con un bambino – in braccio, in fascia o nel passeggino –, ci sono volte che “passeggi e basta”, non hai una meta definita, il tuo percorso si delinea sulle sue necessità. E se passeggi e null’altro, capita  che non corri, ma avanzi tranquilla, descrivendo quel che vedi per tuo figlio – e cercando di non essere troppo critica con chi parcheggia sulle strisce, ha un cane, ma non se ne occupa, lascia cartacce, e potrei andare avanti all’infinito...ma appunto, cercando di non essere troppo critica –, ma anche guardando e salutando le persone, anche se “sconosciute”. 

Noi, in passeggiata, salutiamo moltissime persone “sconosciute”. Molte magari non le rincontreremo più, ma a tutte abbiamo regalato qualcosa: un sorriso.

Fabio è molto incuriosito dagli incontri che fa, in un attimo studia le persone e si forma un suo personale pensiero, tanto che non sempre ricerca la mia conferma per regalare un sorriso, anzi talvolta è proprio lui ad accorgersi che di un sorriso hanno proprio voglia i nostri “incontri”.

La nostra routine “da passeggiata” è fatta così, di tempi lenti e sguardi intensi, di sorrisi regalati e altrettanti ricevuti.

Perché se sorridiamo la vita ci sorride e se insegniamo a sorridere – con l’esempio – garantiamo al mondo un po’ di bellezza...non solo per i nostri figli.

Stefania 

#unopiuunougualeatre

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