Che parola “importante” nella vita di ogni donna. Moglie, madre, figlia, lavoratrice.

Che parola “incerta”. 

Eppure essa governa spesso la nostra vita.

 

Avrò fatto abbastanza? Sarò abbastanza? Sarà abbastanza?

Ecco, il mondo femminile è guidato da questo dubbio, dell’essere abbastanza e dell’aver fatto abbastanza. Ma appunto, quanto è abbastanza?

Spesso dipende dal momento, dalle circostanze, troppo spesso dipende da qualcun altro o da qualcos’altro, diverso da noi. 

Però forse l’inghippo è proprio questo, la domanda ha un punto di partenza che andrebbe modificato, forse non dovremo chiederci se abbiamo fatto più o meno abbastanza per qualcuno o per qualcosa...ma se abbiamo fatto “abbastanza” per noi.

Già, perché ciascuno (e soprattutto ciascuna) di noi è “giudice” imparziale di se stessa, e com’è tipico nel mondo femminile ci si sente costantemente “in difetto”: qualsiasi cosa poteva essere fatta meglio, poteva veder dedicato più tempo, poteva...ciò che vi viene in mente, poiché ciascuna trova in sé la propria fragilità e la rende un “punto debole”.

Credo proprio che dovremmo riuscire a fare un cambio di prospettiva!

E rendere ogni nostra fragilità un punto di forza.

Stefania 

#unopiuunougualeatre

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