Dopo un sabato e una domenica mattina trascorsi all’aperto, è tempo di rallentare e ritrovarsi, anche nelle abitudini. Di recuperare delle routine. Perché la vita dell’asilo nido ci chiede anche questo. E ci chiede pure di fermarci ogni tanto, anche a metà del gioco più bello o della corsa più grande, controllare dov’è la mamma e poi decidere se ripartire o correre da lei per un abbraccio.

 

L’asilo nido è così, li fa crescere in un attimo, li vedi da un giorno all’altro più “grandi” nelle espressioni, autonomi nei modi, ma anche un po’ più “fragili”, bisognosi di conferme. E quelle conferme vanno sempre date: a parole, ad abbracci, baci, coccole, momenti di gioco, storie lette o raccontate.

È impegnativo questo periodo. Per tutto e per tutti. 

Perché fa piangere anche le mamme “lasciarli”, anche se per poco, perché loro sono tristi in quel momento e non capiscono bene il perché dobbiamo andare. Perché finché non siamo certe che stanno bene tutta la nostra mente è calamitata sul loro benessere, e ci sentiamo smarrite, perché non dipende tutto da noi (per una volta). Perché li dobbiamo tenere poi in braccio “per ore” perché ci cercano costantemente e non possiamo fare niente altro – di nuovo – e poi quando li vediamo andare...li vorremo lì con noi.

Perché devono un po’ crescere, lo capiscono, lo sanno, è un po’ ne hanno pure voglia...ma un po’ – anche loro, come noi – no.

Però è anche un periodo bello, per conoscersi e riconoscersi anche in mezzo a mille, per cercarsi e aver voglia di ritrovarsi. Per creare fiducia, quella che domani ci aiuterà a essere genitori – e figli o figlie – migliori.

Stefania 

#unopiuunougualeatre

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