...ancor prima di diventare mamme, perché già da quel momento si è in “ritardo”  – a detta di altri – nell’intraprendere quel viaggio. Poi magari si è in ritardo sulla data di nascita e poi si è sempre un quadro d’ora in ritardo per i primi sei mesi, perché anche quando ti organizzi per partire in anticipo...il tuo piccolo avrà fame o farà cacca proprio nel momento di uscire.

 

Così da quel momento, lo stesso in cui tu ammiri il suo sorriso e in esso ti perdi per sempre...il ritardo sarà assicurato. Per ogni cosa.

Sarai in ritardo agli appuntamenti, cinque minuti sul lavoro, dal dentista, sull’elenco dei controlli che prima facevi con regolarità, sui restyling “necessari” dal parrucchiere e dall’estetista...che hai ora rimandato a “ogni tre mesi” (raffreddori, influenzette e attacchi di “mammite” permettendo).

Poi ti sentirai in ritardo perché magari i suoi traguardi arriveranno apparentemente un po’ "dopo" su una fantomatica tabella di marcia: iniziare a mangiare, parlare, camminare, lasciare il seno. Cose che non dipendono da te...né da lui o lei.

Ma spesso, ogni ritardo, dipenderà dal fatto che desideravi prepararlo tu per la scuola, per dargli il primo bacio del giorno.

Faceva piacere a te che mangiaste tutti insieme.

Volevi preparare quel piatto per la sua dieta equilibrata.

Che avesse il suo vestito più bello, le lenzuola pulite, il sorriso sul viso.

Ci tenevi a raccontargli la sua storia preferita del momento.

Lo volevi tenere ancora un po’ in braccio...finché ancora il desiderio è reciproco.

Volevi finire insieme i compiti o di studiare...

Allora ogni ritardo parla di cura e di amore.

Di priorità, per una volta corrette.

Stefania 

#unopiuunougualeatre

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