Che poi cos’è un abbraccio? Per me un luogo, uno spazio e un tempo dove fondersi, perdersi e poi ritrovarsi. Dove ci si trova con l’altro e sì, si ritrova anche se stessi...soprattutto tra le braccia di un bambino: si torna bambini tra quelle piccole braccia che ti stringono davvero, in quello stringerti e abbandonarsi su di te, pieni di fiducia. Abbracciano con tutto il corpo, loro.

Gli abbracci cambiano con gli anni. C’è un tempo per donarli e un tempo per riceverli.

Ma ciò che amo degli abbracci è proprio la possibilità di “abitarci” dentro. Sono sicuri come una casa. E a casa ti ci fanno sentire.

Poi un abbraccio ti riempie, che sia donato o ricevuto, il cuore o l’anima. Non ti senti mai svuotato da essi.

Ci sono abbracci che stritolano perché hai paura di perdere l’altro, vorresti averlo ancora dentro di te, o ancora più vicino a te. Ci sono abbracci che lasciano liberi, dicono “sì, puoi andare, sarò comunque lì con te”. 

Ci sono abbracci d’amore, di stanchezza, paura...qualche volta tristezza, ma anche quella, il giusto abbraccio, un po’ la risolve.

Poi ci sono gli abbracci dei papà, ai quali talvolta non servono nemmeno le braccia per darteli. I papà guardano, donano, “aggiustano”, cose e fatti. E allora sì, ti senti protetto, come nel più stretto degli abbracci.

Stefania 

 

#unopiuunougualeatre

iscriviti per tenerti sempre aggiornato.

redazione

via Cà Nova Zampieri 4e int 16/17
37057 San Giovanni Lupatoto Verona

periodico trimestrale

Registrazione del Tribunale di Verona n.2049 Del 28 Luglio 2015 - R.o.c. Num 25932