La musica. Accompagna i momenti che poi diventano ricordi, scalda il cuore ogni volta che la stessa ritorna, coccola perché quella canzone la cantava la mamma,

 ma anche perché la musica pervade il mondo di ciascuno di noi da quando, ancora nella pancia della mamma, stavamo immersi nel dolce suono dell’acqua.

Fa sognare, la musica.

Ma anche fa crescere, negli apprendimenti e nelle conoscenze, le canzoni raccontano storie, dicono della vita. Molto presto – già attorno ai diciotto-venti mesi – percepiamo dai visini concentrati, dalle espressioni che si trasformano, dalla mimica e dalle azioni che seguono quanto viene detto, il piacere dell’ascolto.

Mi figlio (21 mesi) ha una passione per la musica e un senso del ritmo che gli vengono spontanei. Non so se abbiamo fatto davvero qualcosa per incentivare ciò. Ricordo l’alternarsi, durante la gravidanza, di momenti di silenzio “ricercato”, ad altri in cui gli parlavamo. Ricordo che gli abbiamo proposto musiche “mirate”, ma anche tempi tranquilli dove la musica era una semplice compagna. Ricordo che abbiamo rivissuto attraverso alcune musiche la nostra storia, quella che ci ha portati ad essere la sua mamma e il suo papà. Poi il mio cuore, che batteva a ritmo diverso nei diversi momenti emozionanti.

Insomma...che musica, la vita!

Così quando ho conosciuto Ocarina, un music player studiato apposta per bambini e bambine – anche davvero piccoli –, me ne sono innamorata! Era lo strumento giusto per il desiderio di musica di mio figlio.

Mi ha colpita il design, la forma è facilmente impugnabile, è fatta a “infinito” (perché là ti porta la musica, a esplorare mondi lontani), che la si prenda al centro o che si sfrutti l’anello che sta all’estremità opposta della cassa, anche le manine più piccole possono tenerla agevolmente. È in gomma alimentare, al tatto risulta piacevole, i colori sono decisi e “veri”, si può scegliere tra i quattro colori della natura: giallo sole, blu cielo e acqua, che incontrandosi tra loro creano il verde natura,  rosso.

Ciò che mi ha affascinata è l’immediata “capacità” di usarla che ho potuto osservare, sono quattro i pulsanti di comando, facili da pigiare, lo stop è al centro; così, come un piccolo scienziato, Fabio ha da subito verificato come far partire e fermare il suono. All’accensione e al passaggio tra una musica e l’altra il verso di un’anatra porta i più piccoli all’imitazione. 

Il volume è giusto, né troppo alto, ne troppo basso, così da trasmettere sia la musica più rilassante, sia quella da “ballare”, ti sembra che sia sempre al volume “giusto”.

È resistente e può diventare una vera compagna di gioco, così è stato a casa nostra. Da quando è arrivata...chi mai lascia più!

Può contenere molti brani, non solo musicali (anche se per ora a noi affascinano quelli). Altra cosa, la batteria dura davvero tantissimo! Aiutata anche da uno spegnimento a tempo.

Che altro dire?

Mi avvalgo delle parole di Claudio Abbado, direttore d’orchestra: “Non si deve insegnare la musica ai bambini per farli diventare grandi musicisti, ma perché imparino ad ascoltare e, di conseguenza, ad essere ascoltati”.

Stefania 

 

#unopiuunougualeatre

#passerà

 

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