Ogni percorso che inizia richiede uno zaino ricco di piccole cose.

Fiducia, pazienza – durante i cambiamenti bambini e bambine

ce ne richiedono davvero tanta, perché ci chiedono conferma del nostro amore e lo fanno con gli strumenti che hanno: mettendo un po’ alla prova il “nostro amore”, chiedendoci implicitamente “mi vuoi bene anche se...?” –, ma anche emozioni, timori – paure – perché ogni avventura va vissuta in tutti i suoi aspetti, e ogni avventura nuova, un po’ di paura, la fa. Ma credo sia quella paura sana, che ci dice che amiamo. Che ci fa percepire il bello di ogni cosa che cambia, e poi, con la gioia di ogni nuova scoperta, annebbia la nostalgia di un passaggio concluso.

Così abbiamo intrapreso per la seconda volta questo viaggio alla scoperta del mondo, chiamato “ambientamento”.

Dopo tanti – troppi – mesi in cui eravamo solo noi tre. Un ambientamento nuovo che ci ha visti insieme, alla scoperta di questo piccolo mondo chiamato “sezione primavera”, per tre intensi giorni. Tre giorni interi a scuola con la mamma, probabilmente il sogno di ogni bambino e bambina alla scoperta del mondo. Perché con la propria “base sicura” lì accanto si esplora meglio, certi che nulla di “rischioso” potrà accadere, che sarà un attimo “tornare” o anche solo controllare con uno sguardo che tutto sia al proprio posto. 

Tre giorni in cui incrociare, avvicinandosi sempre un po’ di più, nuovi amici e amiche, grandi e piccini, per fidarsi di loro. Così quando ci si fermerà in quel posto “da soli” – perché comunque i bambini lo sanno cos’è l’eccezionale, lo sanno distinguere bene dal “quotidiano” – le cose saranno “sotto controllo”, ogni tassello sarà già vissuto, e accogliere il nuovo – la proposta delle educatrici, che dona ad ogni giorno l’elemento di scoperta – potrà essere più semplice.

Sì, mi hanno toccata i dubbi e le riflessioni che mettono in gioco tutte le mamme anche questa volta, perché puoi essere chi vuoi, ma sempre una mamma resti.

Sarà pronto, accetterà di lasciarsi – o lasciarmi, perché insomma, un po’ di egocentrismo materno fa anche bene – andare? Accoglierà ciò che di bello potrà trovare? 

– E io, saprò stare senza di te dopo tutti questi mesi insieme? –

E come sempre mi hai stupita.

Grazie.

Hai versato qualche piccola lacrima di protesta, ma forse più “per me” che per te. O meglio, sono certa che ti dispiaccia “lasciarmi”, lo capisco dal sorriso che invade il tuo volto nel momento di ritrovarsi, come dall’abbraccio che mi stringe poi. Dalla parola “mia”, che dopo cinque giorni hai imparato a dire, guardandomi e indicandoti, sì, sono “tua”, anche quando non ci sono.

Dai risvegli notturni fatti di “mamma”’ sussurrata o “lacrimosa” o acclamata. E dai veloci riaddormentarsi, sicuro della mia presenza. 

Lo capisco da queste notti per me insonni, da questi giorni di contatto, da queste conferme che mi chiedi e attraverso le quali mi dici che stai per crescere, ma hai ancora bisogno di me.

Quindi sì, sto scrivendo in questa notte solitaria, ma fatta di respiri, in questa notte di risvegli e di conferme, di baci dati sottovoce per dirti “ti voglio bene”, di abbracci stretti stretti per dirmi “so che ci sei”.

Per un po’ andrà così, poi crescerai di nuovo, e con te anche noi.

Ricorda che ci siamo sempre, un passo indietro, ma accanto a te

Mamma 

#unopiuunougualetre 

iscriviti per tenerti sempre aggiornato.

redazione

via Cà Nova Zampieri 4e int 16/17
37057 San Giovanni Lupatoto Verona

periodico trimestrale

Registrazione del Tribunale di Verona n.2049 Del 28 Luglio 2015 - R.o.c. Num 25932