Il latte materno si può donare! Anzi può essere una pratica importante, che non prevede controindicazione per la donatrice o per il proprio figlio (anzi entrambi possono giovarne) e può essere invece fondamentale per il benessere di chi lo riceve.

È però una pratica ancora poco nota, pur essendo, il nostro Stato, il più attivo in Europa.

 

 

Il latte materno è il miglior alimento per i neonati in quanto fornisce l’idratazione e tutti i nutrienti di cui hanno bisogno per una crescita ottimale nelle prime fasi della loro vita. Il latte materno, inoltre, contiene sostanze bioattive ed immunologiche, non presenti nelle formule artificiali, che proteggono il bambino da eventuali infezioni, allergie e malattie metaboliche. È per questo motivo che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e l’UNICEF raccomandano che tutti i bambini vengano allattati esclusivamente per i primi sei mesi di vita (ovvero nutriti con solo latte materno, escludendo altri alimenti e liquidi). L’allattamento dovrebbe poi continuare per due anni e oltre, secondo il desiderio della mamma e del bambino.

L’allattamento e i neonati prematuri

La ricerca scientifica ha dimostrato che il latte umano è di particolare importanza nell’alimentazione dei neonati prematuri, ovvero bambini nati prima della 37° settimana gestazionale. Essendo venuti al mondo con anticipo, non hanno avuto il tempo per completare il loro processo di maturazione delle funzioni vitali, quindi devono svilupparle in un ambiente meno favorevole rispetto alla pancia della loro mamma. I bambini prematuri lottano ogni giorno contro mille difficoltà, quali infezioni e gravi complicanze, ed il latte materno li aiuta in questo scopo, favorendone l’accrescimento, lo sviluppo ed aumentandone le possibilità di sopravvivenza. A causa, però, di fattori psicologici e fisiologici legati al parto prematuro (quali ansia, preoccupazione per la condizione di salute del proprio figlio, separazione fisica, senso di colpa), le loro mamme hanno spesso difficoltà nell’avviare l’allattamento, non producendo oppure non avendo latte a sufficienza per soddisfare il loro fabbisogno. Nasce così la pratica altruistica e solidale di donne che decidono di donare volontariamente il proprio latte in eccedenza, che, se non devoluto, andrebbe sprecato nel più dei casi. 

Chi può donare?

Come definito dall’Associazione Italiana Banche del Latte Umano Donato (AIBLUD), possono donare il latte tutte le mamme in buona salute e con un corretto stile di vita, che allattano durante il primo anno di vita del proprio bambino e che producono una quantità di latte superiore alle necessità della propria prole. Le donne che aderiscono alla donazione devono rispondere ad un questionario anamnestico e sottoporsi ad uno screening che consiste nella valutazione della storia clinica e nell’esecuzione di esami sierologici (epatite B, epatite C, infezione da HIV). In caso di particolari condizioni di salute o comportamenti a rischio della donna (ad esempio fumo, consumo di alcol, assunzione di farmaci), la donazione non è consentita poiché può verificarsi il passaggio nel latte di agenti infettivi o tossici.

Le banche del latte umano donato

La donazione del latte materno avviene tramite le Banche del Latte Umano Donato (BLUD), ovvero servizi no-profit, associati ad ospedali che si occupano della cura di madre e bambino, che raccolgono, selezionano, elaborano, sottopongono a controllo di qualità e distribuiscono il latte umano donato. Il processo di lavorazione del latte, dall’estrazione alla somministrazione, segue i principi dell’Hazard Analysis Critical Control Points (HACCP), garantendo la sicurezza dell’alimento per il consumatore. L’attività delle Banche del latte in Italia è una delle più operose in Europa e consiste, attualmente, in 36 BLUD distribuite su tutto il territorio, ad esclusione delle seguenti Regioni: Basilicata, Liguria, Molise, Sardegna, Valle d’Aosta. Sono coordinate dall’Associazione Italiana Banche del Latte Umano Donato (AIBLUD).

Come avviene la donazione? 

Una donna che sceglie responsabilmente di donare parte del proprio latte, contatta il centro di riferimento più vicino. La Banca del latte sottopone la mamma a controlli completi e specifici sul suo stato di salute (comprese eventuali malattie infettive), grazie ai quali viene definita o meno l’idoneità del soggetto alla donazione. Segue il momento della raccolta del latte materno che, nelle maggior parte delle BLUD, avviene al domicilio. Le donatrici possono raccogliere il latte tramite spremitura manuale del seno o tiralatte, all’interno di raccoglitori specifici. Entrambi gli strumenti vengono forniti dalla Banca del latte. Le donatrici vengono informate sulle corrette modalità di estrazione e conservazione del latte, in modo da preservarne il più possibile le qualità biologiche e ridurne il rischio di contaminazione. Il trasporto deve avvenire nel rispetto della “catena del freddo”, in modo che il latte arrivi alla Banca ancora congelato. Una volta giunto presso la Banca, il latte viene sottoposto ad accertamenti batteriologici e di qualità. In seguito, viene pastorizzato, etichettato e conservato in freezer dedicati ad una temperatura di - 20°C, per una durata massima di 6 mesi. Solo a questo punto è pronto per essere distribuito ed utilizzato.

La prole della donatrice viene privata di latte materno?

Il latte materno che viene donato dalle mamme è in eccesso, quindi in più rispetto al fabbisogno nutrizionale del proprio figlio. Per assicurarsi che il proprio bambino abbia acquisito un adeguato e sufficiente apporto di latte, si consiglia alle nutrici di raccogliere la quantità da donare alla Banca dopo la poppata del figlio. Inoltre, la pratica della donazione, portando allo svuotamento completo del seno, è un valido stimolo per la produzione ulteriore di latte. 

Come ricevere il latte umano donato?

Il latte umano donato non è una “facile e comoda alternativa” all’allattamento esclusivo, che è sempre da preferire come prima scelta per l’alimentazione dei bambini. Il latte umano donato è un alimento molto prezioso, non solo per le proprietà e i benefici che fornisce ai neonati, ma anche per i suoi costi elevati e la sua ridotta disponibilità. Sebbene l’Italia sia uno dei Paesi più attivi d’Europa nel campo della donazione di latte materno tramite Banche, il latte donato raccolto annualmente non soddisfa appieno il fabbisogno della popolazione che più ne necessita. Per questo motivo, attualmente, il latte donato viene destinato principalmente ai neonati prematuri o con patologie, seguendo delle scale di priorità, e viene fornito gratuitamente, ma solo per il periodo di tempo strettamente necessario.

Se la donazione di latte materno fosse maggiormente promossa, conosciuta e praticata, in un futuro si potrebbe allargare l’utilizzo di latte donato ad un numero maggiore di neonati, magari anche quelli a termine e fisiologici che, per accertate e specifiche cause, non possono essere allattati dalla propria mamma. In questo modo buona parte della popolazione infantile potrebbe beneficiare degli unici e incomparabili benefici del latte materno, ricevendo “un atto di salute”. 

iscriviti per tenerti sempre aggiornato.

redazione

via Cà Nova Zampieri 4e int 16/17
37057 San Giovanni Lupatoto Verona

periodico trimestrale

Registrazione del Tribunale di Verona n.2049 Del 28 Luglio 2015 - R.o.c. Num 25932