Qualsiasi evento sociale (anche se a distanza) porta con sé, inevitabilmente, delle cadute di stile.

Scivoloni dettati da poco buon senso e poca attenzione nei confronti del prossimo.

 

Ecco alcuni suggerimenti:

  

  •  - Prima di formulare qualsiasi tipo di lamentela, sbuffo, sospiro, guardiamoci attorno: se noi e i nostri cari stiamo bene, se non lavoriamo “in prima linea”, non abbiamo il permesso di emettere suono.

  • - Le code si rispettano, alla giusta distanza, e il personale sanitario o le persone anziane si lasciano passare davanti. Senza obiezioni o occhi alzati al cielo.

  • - Cantare fa bene al cuore. E’vero. Ma a casa nostra. Senza disturbare il prossimo improvvisandoci dei Tiziano Ferro mancati al balcone.

  • - Le mascherine si utilizzano, correttamente, quelle che proteggono sia noi che il prossimo.

  • - Le telefonate allungano la vita, le videochiamate, se non concordate, accorciano la privacy altrui.

  • - Va bene dare spunti ad amici, parenti, follower sulle attività da fare in casa, ma ciò non ci autorizza a pubblicare la telecronaca minuto per minuto dei nostri allenamenti, pranzi, cene.

  • - Avere un aspetto curato e decoroso fa bene al nostro umore in primis, ma è anche un segno di rispetto per chi ci circonda.

  • - I pigiami brutti, rovinati, raffazzonati erano già da eliminare prima della quarantena, figuriamoci ora che sono il capo più goduto della giornata.

  • - L’eccessiva negatività, come anche la positività all’ennesima potenza, sono sgradevoli di questo tempi. Come sempre, il “troppo” non è mai elegante.

  • - Essere generosi, oggi, di tempo, abbracci virtuali, baci virtuali, è un obbligo sociale (oltre ad aiutare i vicini in difficoltà).

 

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Registrazione del Tribunale di Verona n.2049 Del 28 Luglio 2015 - R.o.c. Num 25932