ATTIVITÀ PRATICHE PER STIMOLARE ABILITA’ E CURIOSITÀ

Francesca Tognoni, Pedagogista Clinica e Foodblogger, Founder di @undraghettoincucina, www.undraghettoincucina.it

 

 Il lavoro manuale con un fine pratico aiuta ad acquisire una disciplina interiore (Maria Montessori) 

 

I bambini sin da piccolissimi ci osservano e imparano molto dalle nostre attività quotidiane. 

Ci studiano e memorizzano ciò che facciamo attivando memoria visiva, uditiva e anche “gustativa”. Vi è mai capitato di chiudere gli occhi e sentire il profumo della torta che la nonna vi preparava da bambini? Oppure assaggiare un cibo e fare un tuffo indietro nel passato, come il critico Anton Ego, al primo assaggio della Ratatouille del topolino Remy nel celebre film d’animazione.

Si tratta di una forma di memoria che rievoca in noi sapori, odori e immagini di un preciso momento oppure di un periodo della nostra vita, e il più delle volte si tratta di ricordi piacevoli che accarezzano pancia e soprattutto cuore.

Nella cucina di casa possiamo dar vita, sin dalla primissima infanzia (con semplicissimi accorgimenti), a quella che sarà la base dell’approccio verso il cibo dei nostri bambini e alla capacità di sperimentare concretamente con ciò che troviamo nella realtà quotidiana: frutta, verdura, ingredienti grezzi e lavorati, utensili da cucina...tantissimi tesori da scoprire!

In cucina si impara e si sperimenta l’autonomia, attraverso piccoli gesti, movimenti guidati, osservazione, coinvolgimento e divertimento, e soprattutto attraverso mani, occhi e bocca.

 Attraverso le attività quotidiane in cucina il bambino stimola:

  • la coordinazione oculo-manuale, cioè la capacità di organizzare e rendere sincronizzati i gesti che vengono effettuati dalle mani, attraverso la vista, che svolge il ruolo di controllo e comando;
  • le abilità grossolane e fino-motorie, degli arti superiori (braccio, avambraccio, mano) e delle dita delle mani che gradualmente si trasformano da rudimentali arnesi di prensione degli oggetti, a pinze che lavorano con acuta precisione;
  • la capacità di manipolazione, permettendo al bambino di raggiungere piccoli e grandi risultati, trasferibili al di fuori della cucina in attività differenti;
  • la sequenzialità, cioè l’abilità di comprendere e riprodurre l’ordine corretto che permette di eseguire un procedimento, una procedura fatta di passaggi che si susseguono in un ordine logico e scandito da spazio e tempo;
  • le capacità logico-matematiche, che sono correlate alla sequenzialità e alla scoperta e utilizzo del numero, non come un concetto astratto, ma come un elemento concreto, manipolabile dal bambino, che costruisce le basi dei prerequisiti dell’apprendimento;
  • la fiducia in se stessi, la capacità e la consapevolezza di saper fare;
  • la pazienza, abilità che si sviluppa con il tempo, che in cucina viene allenata dall’attesa della cottura della torta, dall’aspettare che l’impasto lieviti, ecc.;
  • la competenza sociale, cioè il sentirsi parte attiva e collaborativa nella vita famigliare, che è il primo nucleo sociale, la base sicura in cui il bambino si sperimenta. La famiglia è un’enorme risorsa che gli permette di fare le prove verso la socialità;
  • la curiosità verso il cibo, che viene naturale attraverso la sperimentazione di ciò che si assaggia. Se osserviamo i bambini in fase di svezzamento ci accorgiamo quanto importante sia per loro osservare il cibo e poterlo toccare prima di metterlo in bocca. Sembrano piccoli investigatori che scrutano con molta attenzione quel nuovo cibo che si trovano davanti: lo annusano, lo manipolano, lo schiacciano e lo assaggiano. Un processo completo che coinvolge i cinque sensi...sì, anche l’udito, perché il cibo fa rumore;
  • il rispetto verso la natura e la stagionalità degli alimenti che la terra ci regala.

Quali sono le attività che possono fare i bambini in cucina? La risposta è “moltissime”. 

È fondamentale la presenza dell’adulto, che deve creare un ambiente adatto e sicuro, in modo tale da permettere al bambino di sperimentare in assoluta tranquillità.

Per questo motivo si possono utilizzare differenti utensili normalmente presenti in cucina, e aggiungerne un paio per permettere le attività anche ai più piccoli:

  1. esistono in commercio dei coltelli appositi per bambini, con un manico di controllo e molto meno pericolosi dei coltelli da cucina;
  2. sono comode le learning tower, delle sedie dove si può lavorare in piedi con delle protezioni laterali, in modo da alzare il bambino ad altezza piano di lavoro, evitando che cada lateralmente, rispetto alla classica sedia. Non è necessario acquistare, si possono costruire facilmente.

La pedagogista e medico Maria Montessori, nella sua ricerca e osservazione dei bambini con disabilità e normodotati, ha studiato lo sviluppo fisico, psicologico e relazionale nell’infanzia e ha suggerito differenti attività pratiche quotidiane da poter svolgere in cucina. 

I bambini in cucina possono tagliare frutta e verdura, sbucciare patate bollite, uova sode, sgranare fave e piselli, fare spremute di agrumi, spalmare marmellate e creme.

In cucina si può aiutare ad apparecchiare, versare l’acqua dalla brocca al bicchiere, fare travasi e aiutare la mamma a impastare il pane. La nonna prepara una torta e le piccole mani mescolano la farina, sbattono le uova e versano l’impasto nella teglia, che hanno provato a imburrare e infarinare. Le attività sono molteplici; serve solo un adulto presente, che osserva con la consapevolezza che, dopo aver fatto insieme l’impasto per gli gnocchi, la cucina probabilmente sarà un po’ più sporca di farina, ma ci si sarà divertiti tanto e il bambino avrà fatto un’esperienza autentica ed educativa. Qualcosa di magico che resterà nel cuore.

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