La nostra quotidianità si è modificata così, assestandosi giorni dopo giorno. Togliendoci forse qualcosa, ma probabilmente anche donandoci qualcosa di nuovo.

 

 

Già, anche io sono tra quelle mamme che, il 23 febbraio, un po’ in apprensione, ha detto al marito “Come faccio a tenerlo a casa un’intera settimana? Tu non sai cosa significa”, e a quel tempo si  era paventata la sola chiusura delle scuole, ancora si poteva uscire, seppur moderatamente.

Perché quest’apprensione?

Sicuramente un po’ perché la cosa ci è capitata “tra capo e collo”, non eravamo preparati, anche mentalmente, come lo siamo ad esempio per l’estate, e un po’ perché anche noi adulti abbiamo le nostre piccole “rigidità”, ma anche le nostre routine, magari conquistate a piccoli passi e grandi sforzi (e qualche lacrima...penso all’ambientamento al nido, al lasciarlo alla baby sitter, alle prime “separazioni”).

Dall’oggi al domani ci saremo ritrovati a dover ristrutturare tutta la nostra – e la loro – routine. Fino a quando?

Allora non si pensava sarebbe proseguita così a lungo e che le restrizioni sarebbero aumentate.

Fatto sta che l’uomo – e soprattutto la donna, non vi dico poi la mamma – è fatto per adattarsi e ri-adattarsi, quasi come l’acqua, alla struttura che lo attornia.

Così, dopo il primo scossone iniziale, ciascuna di noi ha ricreato la propria routine.

Ho avuto modo di parlare con altre mamme in questo periodo, colleghe e amiche, di “vederle” virtualmente. Tutte, esperte del mestiere e non, hanno avuto bisogno di qualche tempo – chi più, chi meno –, ma tutte hanno poi ristrutturato le proprie giornate, creando appunto nuove routine, cioè ritualità riconoscibili dal bambino o dalla bambina. E queste sono importanti a due anni, quando dobbiamo far rientrare il pisolino, ma anche a otto o dieci, quando dobbiamo inserire il tempo per la scuola online. A tutto ciò si aggiunge il nostro smartworking.

Non dico che sia stato facile, e nemmeno che ora “fili” sempre tutto liscio.

La fatica c’è e si sente. La fatica di non staccare mai è forse la più sentita nella fascia zero-cinque, sono bambini e bambine per i quali mamma e papà sono ancora il centro del mondo, sono un po’ meno o non ancora autonomi nella cura di sé (lavarsi, addormentarsi), o magari erano proprio verso questo cammino di autonomia, e ci sembra che questa situazionale stia privando loro di esperienze fondamentali. È vero, non posso dire il contrario, ma questo tempo ha donato loro altre esperienze e forse possibilità...che non torneranno più.

Vivere la famiglia è la prima, avere mamma e papà “a disposizione”. Per noi adulti comporta sicuramente fatica, perché non si sta come in ferie, in vacanza, senza pensieri di lavoro ed economici. Però l’essere “già a casa” consente magari di pranzare e cenare insieme, di condividere alcuni momenti che spesso i papà non conoscono.

Permette – forse – ai papà di comprendere la fatica della gestione di una famiglia. Forse tutto quel lavoro sommerso delle mamme...è un po’ emerso.

Dalla ristrutturazione della nostra vita abbiamo imparato molte cose, prima tra tutte l’importanza di essere organizzati. Le routine, dicevamo, servono anche a noi adulti, per inserire dei momenti di relax o di pausa per tutti. I più piccini faranno il pisolino, ma anche per i più grandi è importante trovare un tempo di pausa, la visione di un film, un tempo per leggere, hanno bisogno di staccare. Non pensiamo sia necessario fare o coinvolgere continuamente. Anzi, è buona prassi non disturbare un bambino o una bambina che stanno facendo qualcosa in autonomia, sviluppano la capacità di stare con se stessi. Bellissima!

Un altro modo per rilassarsi è il bagno, anche per i più grandicelli. Fare il bagno è anche il modo per concludere la giornata, lavare via la stanchezza. Per prepararsi poi alla cena o direttamente al sonno. Pensiamo all’effetto che ha su noi adulti. Poi, giocare con l’acqua è un’attività estremamente piacevole, l’acqua ci avvolge e rilassa, inoltre si può travasare, attività che premette simbolicamente di modificarsi, di crescere.

Come noi cerchiamo il nostro spazio – e sì, tutte noi ne abbiamo bisogno – anche loro necessitano di un rifugio, lontano dal nostro sguardo: così troveranno la loro “casetta” dove, al bisogno, andranno a rifugiarsi. Noi, questo tempo, ce lo ricaviamo grazie alla condivisione della fatica. Perché, se anche il papà è a casa, molto presto condividerà la cura dei figli, anche solo dedicandosi loro nel tempo del gioco o dei compiti. E sarà il tempo che noi mamme dedicheremo a noi.

Sappiate che, nonostante tutto, nonostante l’assenza degli amici, la nostalgie per le maestre, i nonni, gli zii e le zie, per i bambini e le bambine questo tempo è bellissimo. Lo vediamo dai loro sorrisi, lo sappiamo perché hanno le nostre attenzioni, di mamma e papà. Abbiamo riorganizzato la nostra vita attorno alla loro. In coppia, insieme.

Certo, ci saranno giorni più difficili. Ci saranno momenti tosti, scontri con i figli, le figlie, il partner.  Ci sarà il giorno in cui la routine avrà una grossa falla, gli orari si sballeranno e sarete stanchissime e vi sembrerà si aver sbagliato ogni cosa.

Poi il sereno torna. Basta poco: un gesto, un sorriso, qualche ora di sonno, un bagno, un caffè o una brioche (rigorosamente a casa o in giardino).

Anche per la coppia ci sarà un tempo per ritrovarsi, la sera si potrà fare un po’ più tardi, le attenzioni aumentano grazie al tempo dilatato.

Cosa succederà domani non lo sappiamo.

Sappiamo che #passerà, prima o poi, passerà. Non andrà tutto bene, andrà tutto diverso e sarà tutto diverso, ma passerà.

 

(foto casetta gigante bambini ---> https://www.facilea.it/it/giochi/61-casa-grande.html )

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