Storie di donne

Si racconta per noi Chiara Siro Brigiano, libraia e mamma. Gestisce a Palermo la storica Libreria Europa. Ci racconta di sé, di questo Covid che ha modificato le sue priorità,

ma anche di questo lavoro, in cui crede, e che sa essere anche un mezzo per diffondere...l’educazione.

 

Sono diventata una libraia un po’ per caso e un po’ perché tra i miei desideri c’era anche questo. Mi sono sempre sentita attratta dai libri e ne ho subito il fascino sin da piccola. Mio padre è un lettore “forte”, sempre stato un appassionato di fantascienza ed esoterismo, e molti dei suoi libri col tempo sono diventati i miei. Mia madre invece è stata un’insegnante di letteratura inglese, ed è stato grazie ai suoi studi e ai libri che leggeva che mi sono avvicinata alla poesia. In questo senso posso dire che il mio imprinting col mondo dei libri è avvenuto in casa. 

 

E’ un amore che è passato dai miei genitori a me senza forzature. Anche se i miei, prima di andare a letto, non mi leggevano un libro, preferivano raccontarmi una storia, ed erano storie che inventavano sul momento, quelle che “funzionavano” poi le raccontavano per anni. Ma stiamo parlando, per quanto riguarda la produzione letteraria per i più piccini, di “presitoria”: nei primi anni ottanta non c’era la stessa offerta in termini di letteratura per l’infanzia che abbiamo oggi, si trovavano allora altre modalità per condividere il tempo insieme. Devo dire che nonostante Milo (il figlio di  Chiara, n.d.r.) adori mettersi sul letto e sfogliare i suoi libri – alcuni li conosciamo davvero a memoria – sempre più spesso inizia a chiedermi storie inventate da me.

 

Conciliare famiglia e lavoro, nel nostro caso, non è molto semplice, perché Andrea, oltre ad essere mio partner nella vita lo è anche nel lavoro. E se questa formula tutto sommato ha sempre funzionato adesso che, da un po’ abbiamo Milo nella nostra vita, i nostri ritmi, le nostre priorità, sono decisamente diversi. Ed è qualcosa che abbiamo avvertito probabilmente subito dopo il suo arrivo, ma ammetto che – come immagino sia accaduto a molti genitori – il lockdown, da questo punto di vista, ci ha permesso di trovare un nuovo centro. Stare tutti e tre a casa, avere tempo da dedicare gli uni agli altri è stato un lusso senza precedenti.

 

Nonostante amiamo entrambi il nostro lavoro probabilmente oggi inizia a starci un pò stretto. Gli esseri umani non possono lavorare sette giorni su sette, tenere la mente occupata costantemente da problemi e questioni lavorative. L’essere umano ha bisogno di equilibrio, di natura, di gioco.

Ogni tanto mi capita di sentire quella frase “scegli il lavoro che ti piace e non lavorerai mai un giorno in vita tua”. E’ una frase che vivo, ma non credo di poterla condividere al cento per cento. Questo è il lavoro che mi piace, ma dietro a questo lavoro di amore e condivisione ci sono un sacco di cose da organizzare, conti da fare e spesso, per farcela, si mette tutto il resto in secondo piano. Sto cercando una formula alternativa che possa portare equilibrio alla luce delle nuove riflessioni.

 

Durante il lockdown la nostra libreria si è completamente fermata. Non siamo tra le librerie che hanno iniziato consegne a domicilio e spedizioni e il motivo è semplice, oltre ad essere preoccupati e non aver capito come si trasmetteva il virus, in prima battuta, noi siamo una libreria che da 6/7 anni porta avanti con successo un sito e-commerce. Portare avanti questo modello significa assumere persone che si occupano di gestione, rapporti con i clienti, impacchettamento…gli ordini in alcuni periodi dell’anno superano i 200 libri al giorno. 

 

Così siamo stati costretti a fermare tutto, la nostra macchina di distribuzione – paradossalmente – era troppo grande per poter continuare. Non potevamo garantire la sicurezza ai nostri dipendenti e noi stessi non abbiamo voluto accollarci rischi troppo grandi da sostenere. 

 

Al momento della riapertura però non ci siamo tirati indietro, siamo stati guidati da prudenza e buon senso. Abbiamo aperto una finestra sulla strada e abbiamo lavorato così, in modalità take-away! Io da casa gestivo il mio lavoro con prenotazioni e comunicazioni ai clienti per i “ritiri” in libreria (riuscendo a barcamenarmi con Milo, e le attività che preparavo per lui), Andrea invece si recava a lavoro. 

 

Parlando di “educazione”...perché anche di ciò, mi occupo, in quanto libraia…

Aiutare le persone a tirare fuori il meglio di sé stessi, rendersi autonomi e non condizionati, questo è il significato che ha oggi per me questo termine.

 

Considerato che la scuola diventa sempre più spesso un contenitore che si preoccupa di somministrare informazioni più che di educare alle relazioni, alle emozioni, al rispetto delle diversità mi chiedo, chi si occuperà di educazione?

 

Oggi, fortunatamente, veicolati dai potenti mezzi di comunicazione, nascono molti profili che si occupano di divulgazione su vari temi importanti che solitamente sono lasciati indietro dalle strutture che dovrebbero essere deputate a questo, pensiamo ad argomenti quali la parità, la fioritura personale, l’educazione ai sentimenti e non solo.

Oggi più che mai tutti possiamo dare il nostro contributo. Anche i librai, le librerie indipendenti possono farlo, è una cosa che passa attraverso la scelta dei libri, le proposte editoriali che si accolgono, le attività che si mettono in campo, alcune in sinergia con gli insegnanti che talvolta, a scuola, si trovano un po’ con le mani legate. 

 

E’ un lavoro che secondo me va innanzitutto portato avanti attraverso la promozione alla lettura nelle scuole e per i bambini più piccoli. Una delle gioie più grandi per me sono proprio gli incontri in libreria con i bambini, i loro occhi incollati al libro, le orecchie tese all’ascolto di parole nuove che li aiuteranno a conoscersi, a decifrare se stessi e il mondo.

 

La libreria Europa:

E’ una libreria storica che si trova in una zona periferica di Palermo. Collabora con scuole attraverso progetti contro la dispersione scolastica, oltre ad essere un punto di riferimento per la città nell’ambito dei libri di testo, è anche una libreria di varia che accoglie diverse case editrici indipendenti per bambini e adulti. Al suo interno ospita due gruppi di lettura e altri sono in preparazione.

In libreria si trovano testi nuovi, ma anche usati (un modo per invogliare il quartiere alla lettura e alla scoperta). Alcuni scaffali sono dedicati ai temi della parità, del femminismo e dell’educazione.       

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