L'impatto emotivo-comportamentale del lockdown su milioni di bambini, adolescenti e famiglie è attualmente al vaglio di molti studi in tutto il mondo: alcuni risultati sono già stati pubblicati ed evidenziano quanto e in quali termini la fascia d’età maggiormente esposta sia stata quella dei bambini dai 4 ai 6 anni.

Al di là dell’esito di tali ricerche è difficile immaginare che l’allontanamento improvviso e forzato da tutte le forme di socialità, e quindi anche di apprendimento implicito - non basato sui libri ma sulle relazioni - a cui sono stati costretti i bambini in questo periodo non abbiano ricadute significative.

 

L’ambito di cui ci vogliamo occupare in questa sede è quello relativo alla prescrittura che, nonostante lo straordinario lavoro condotto dagli insegnanti della scuola dell’infanzia mediante la Didattica a Distanza, resta uno dei settori educativi il cui gap rispetto alla didattica in presenza difficilmente può essere stato completamente colmato, proprio per l’importanza che riveste la presenza fisica dell’educatore in attività di preparazione alla scrittura.

Molti bambini si troveranno presto ad affrontare il primo anno di scuola primaria e l’estate può diventare un periodo di cui approfittare: esistono delle attività che i bambini possono svolgere per integrare la loro preparazione e si tratta, per lo più, di attività ascrivibili alla motricità fine capaci di stimolare uno dei prerequisiti fondamentali per approdare alla scrittura, ossia il coordinamento oculo-manuale. 

Sono giochi divertenti (il gioco è il più efficace strumento di conoscenza per il bambino) che hanno a che fare con attività di alta precisione, che rinforzano la muscolatura delle mani e che, nel contempo, favoriscono il rapporto di controllo-guida-coordinazione tra l’occhio e la mano: 

allacciare, fare asole o nodi, ecc.;

avvitare, svitare; 

ritagliare; 

infilare le perle; 

modellare la pasta di sale o la plastilina o la sabbia statica; 

impastare (biscotti, dolci, pasta fresca, ecc.); 

fare giochi ad incastro; 

piegare i vestiti; 

travasare liquidi o altri materiali da un contenitore ad un altro…ecc.

Si tratta di attività che possono essere inserite facilmente nella quotidianità e che hanno un’importanza straordinaria anche perché favoriscono la conquista di autonomia.

Un altro ambito su cui si può operare è quello legato all’orientamento visuospaziale: è importante che il bambino abbia consolidato i concetti di davanti, dietro, sopra, sotto poiché sono funzionali e propedeutici a quella che sarà la corretta direzionalità del gesto grafico e della lettura, ma anche della posizione grafica delle lettere nel foglio. Queste attività possono essere facilmente inserite in semplici azioni quotidiane (prendi il gioco che è dentro la scatola; metti la bambola davanti al pupazzo; appoggia la matita sopra la tavola; guarda che i biscotti sono dietro il barattolo….ecc.). Nella loro semplicità, sono estremamente utili alla comprensione di uno spazio gestito nella relazione oggetto-oggetto.

Si tratta di collocazioni e di relazioni nello spazio che diventeranno poi funzionali alla lettura e alla “costruzione” anche motoria delle lettere: si pensi, solo per fare un esempio, a lettere visivamente molto simili come q, d, p, b che cambiano radicalmente il suono e il significato delle parole a seconda della posizione della “pancina” rispetto all’asta. Lo stesso principio e la stessa attenzione dovrebbero essere considerati nella relazione tra il bambino e l’oggetto (infila le tue braccia dentro i braccioli; metti la cuffia sopra i tuoi capelli; l’asciugamani è sotto i tuoi piedi; metti il secchiello davanti a te).

Anche l’ambito più prettamente legato alla grafomotricità può essere allenato mediante attività che vanno convertite in una dimensione ludica e tenendo in considerazione che si impara a scrivere acquisendo il movimento corretto e non copiando delle forme.

Ecco allora che il primo passo dovrebbe puntare sul controllo e la correttezza dell’impugnatura: lo strumento scrittorio (matita, pastello, pennarello, ecc.), poggiato sull’incavo tra il pollice e l’indice va preso a tre dita: pollice, indice e medio (foto 1) vanno posizionati a circa due dita dalla punta della matita (foto 2). L’anulare e il mignolo sono impegnati a guidare la mano restando appoggiati al foglio. 

Anche le primissime direzionalità del gesto grafico sono, nella loro semplicità, estremamente funzionali ad una corretta gestione simultanea dell’impugnatura, dell’energia e del movimento. Alcuni degli elementi di base possono essere qui riassunti: 

le aste verticali vanno vergate dall’alto al basso 

gli ovali vanno vergati in senso antiorario

le asole, già più complesse nella gestione dell’energia e nell’intercambiabilità delle fasce muscolari: esse prevedono l’alternanza tra un momento di alleggerimento (quando si sale è il pollice che spinge) e uno di maggior tensione quando si scende (a guidare, questa volta, è l’indice). 

Le tane sono anch’esse dei movimenti che prevedono un’alternanza nella gestione del movimento. In genere sono riprodotte con l’immagine di una palla che rimbalza e sono propedeutiche alla costruzione delle M e delle N in corsivo 

Le coppe che sono propedeutiche alle lettere corsive U, I, T, ecc. hanno un movimento opposto a quello delle tane 

Naturalmente le forme si faranno via via più complesse a mano a mano che l’attività grafo motoria viene consolidata…ma su queste torneremo presto.

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