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Un’associazione di genitori con un desiderio importante che passa attraverso la riflessione per una genitorialità consapevole, quello di ricreare, attorno alle famiglie, quel villaggio che un tempo permetteva loro di non sentirsi sole.

E se la famiglia comprende anche i papà, anche a loro è importante dare ascolto, voce e spazio (concreto e pensato), anche in quelle tematiche che possono apparire prettamente femminili

Manuela Barozzi ci racconta Mammalia...

Mammalia è un’associazione di genitori, nata nel 2017, che organizza a Cremona e provincia, in maniera volontaria, eventi ed incontri di confronto per sensibilizzare e diffondere la cultura dell'allattamento, della genitorialità consapevole e del rispetto delle competenze dei bimbi, dalla nascita alle diverse tappe della crescita. 

Tra gli obiettivi di Mammalia ci sono la diffusione dell’informazione, il sostegno della coppia e della famiglia nel loro percorso di genitorialità e la promozione e il sostegno dell’allattamento. 

Attraverso proposte di confronto e incontro tra pari, come ad esempio le nostre “merende Mammalia”, cerchiamo di creare uno spazio per i genitori, dove poter chiacchierare, sfogarsi e condividere dubbi, paure e stanchezza assaporando, anche se lontanamente, quel sostegno del “villaggio” che tanto manca attorno alle nostre famiglie moderne. 

Sempre di più, in questi anni di attività, ci siamo rese conto che la partecipazione alle nostre proposte è quasi esclusivamente femminile; le madri arrivano con i figli e a volte ci sono anche loro, i papà, coloro che accompagnano ma che non partecipano, che non chiedono e che non hanno quasi mai uno spazio dedicato. 

Ecco, questi papà invece sono per ogni donna e madre, figure fondamentali per un buon avvio dell’allattamento e per il sostegno necessario soprattutto nei primi momenti della nascita di una diade. 

A questi papà abbiamo deciso di dedicare uno spazio, per ora solo virtuale – data la situazione sanitaria – per parlare con loro e tra di loro accompagnati da Rita Perduca –consulente in allattamento materno IBCLC – di cosa significhi avere un ruolo così importante e talvolta poco sostenuto. 

L’obiettivo di Mammalia è quello di proporre sempre più spesso momenti di confronto per chi papà lo è già, per chi lo diventerà e per chi lo è diventato nuovamente, nella speranza di donare anche a loro il giusto sostegno, perché sappiamo che dietro a una madre serena e a un allattamento ben riuscito c’è molto spesso un super papà. 

E uno dei nostri papà ci dice a proposito dell'incontro: 

"Partecipare all'incontro è stato un ottimo momento per raccontarsi con altri papà e sentire le storie di ognuno viste da un'altra prospettiva. L'utilità sta nell'unire le varie esperienze di chi è padre per la prima volta o anche per la seconda, o addirittura per chi non lo è ancora, cercando di arricchirsi facendo tesoro delle esperienze altrui.  

Per me uno dei momenti magici è raccontare della propria partner che allatta, lì si racchiude tutto quello che si potrebbe dire con una parola: Amore.  

Quegli sguardi infiniti che legano la diade madre e figlia sono il racconto romantico della vita.  E come ho capito anche dagli altri papà in questa fase anche noi giochiamo un ruolo fondamentale ed è quello di assistere la mamma in tutto e per tutto seguendo il nostro istinto." 

Michele, papà di Alicia e marito di Stefania 

Continua poi Rita Perduca...

  

Si può anche scegliere o essere nella condizione di non avere un compagno di viaggio nell'avventura della maternità, ma in generale questa figura è presente. Abitualmente parliamo di un papà, ma ora più che mai posso dire che si tratta del compagno della madre che sceglie di condividere l'esperienza genitoriale, ma che non ha partorito né allattato.

Le dinamiche ad essi collegate non sono dovute infatti ad una questione di genere, ma a tempi e modalità differenti, per cui il partner che non vive la gravidanza biologica entra istintualmente nel ruolo solo dal momento in cui vede e soprattutto tocca il bambino. La paternità sentita non è solo un'investitura di tipo cognitivo o un'assunzione di responsabilità, infatti, ma è una relazione mediata dal tatto e dai sensi prima di tutto, che avviano la produzione degli ormoni tipici dell'accudimento: anche gli uomini producono ossitocina e ci sono studi che ci dicono che i valori di questo ormone aumentano quando essi possono interagire con il loro bambino.  

I padri che hanno uno stile di vita che consente loro di assistere e accudire, empatizzano molto di più con il piccolo, altri invece, lavorando e vivendo fuori casa tutto il giorno, non hanno la possibilità di entrare in sintonia con i tempi e i modi di un allattamento. 

Per questo possono soffrire e non capire: possono avere bisogno di più tempo, ma anche di essere incoraggiati a fare ciò che davvero serve. 

La diade, infatti, vista da lontano, nella potenza e autosufficienza dell'allattamento, sembra lasciare poco spazio, tanto che le industrie che commercializzano sostituti del latte materno soffiano sul fuoco, proponendo l'utilizzo del biberon come un modo per rendere partecipe il padre.  

Attenzione: la diade è un sistema estremamente sensibile alle cure paterne, ma un papà non è un grottesco “mammo”! 

Il segreto di un buon equilibrio di coppia, all’interno di una famiglia che allatta, sta quindi nel vivere la realtà famigliare prima di tutto supportando e proteggendo la fisiologia dell'allattamento, non prescindendo da essa. Questo avviene senza dover considerare il bambino come un individuo separato dalla madre, ma come parte di un sistema più ampio, di una squadra, di cui anche il padre fa parte. 

Il compagno si può occupare della diade proteggendola e aiutando concretamente ed emotivamente la madre a sentirsi serena, in modo che la sua serenità riverberi sul bambino. A sua volta la madre ha il ruolo di chiedere: ascolto, sostegno e aiuto pratico, dal cambio del pannolino, alla lavatrice da fare, a un aiuto nel tirarsi il latte. 

Mettendo al centro la fisiologia dell'allattamento e il bambino nasce la famiglia, la coppia si riorganizza e evolve: nulla è dato per scontato, se ognuno si mantiene aperto all'ascolto e alla comunicazione dei propri bisogni e di quelli dell'altro. 

Le difficoltà nascono poiché non sempre si trova lo spazio per dare voce e concretezza a tutto questo. Occorre tempo e, a volte, un catalizzatore. 

Negli incontri e nelle consulenze di coppia che svolgo si possono trovare le possibilità inesplorate, occultate da non detti, da stereotipi culturali e da abitudini consolidate: possibilità che si aprono quando vengono espresse in un setting adeguato. 

Qui, il padre, il partner, si accorge che il suo spazio c'è e che è prezioso e necessario. La madre, capisce che può chiedere senza sentirsi egoista.  

Entrambi si accorgono che non possono dare per scontato il pensiero del partner ed è bellissimo quando ciò accade ed essi colgono che è diverso da come se lo immaginavano! 

Alcuni papà di Mammalia hanno risposto così alla domanda  

"che cosa è per te l'allattamento?" 

"L'allattamento è il legame piu forte che unisce la mamma con il suo bambino come un nastro che tiene stretto il regalo più bello... e il papà è il fiocco che rende ancor più speciale questo legame…" 

Michele, papà di Chiara e Laura,marito di Valeria 

 

"𝘓’𝘢𝘭𝘭𝘢𝘵𝘵𝘢𝘮𝘦𝘯𝘵𝘰 𝘦̀ 𝘶𝘯𝘰 𝘴𝘱𝘢𝘻𝘪𝘰 𝘦 𝘶𝘯 𝘵𝘦𝘮𝘱𝘰 𝘪𝘯 𝘤𝘶𝘪 𝘴𝘶𝘤𝘤𝘦𝘥𝘰𝘯𝘰 𝘤𝘰𝘴𝘦, 𝘯𝘰𝘯 𝘴𝘰𝘭𝘰 𝘢𝘭 𝘣𝘦𝘣𝘦̀ 𝘦 𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘮𝘢𝘮𝘮𝘢, 

𝘮𝘢 𝘢 𝘵𝘶𝘵𝘵𝘪 𝘲𝘶𝘦𝘭𝘭𝘪 𝘤𝘩𝘦 𝘴𝘵𝘢𝘯𝘯𝘰 𝘪𝘯𝘵𝘰𝘳𝘯𝘰. 𝘌 𝘤𝘰𝘮𝘦 𝘰𝘨𝘯𝘪 𝘴𝘱𝘢𝘻𝘪𝘰 𝘦 𝘰𝘨𝘯𝘪 𝘵𝘦𝘮𝘱𝘰 𝘴𝘪 𝘩𝘢 𝘪𝘭 𝘥𝘦𝘴𝘪𝘥𝘦𝘳𝘪𝘰 𝘥𝘪 

𝘱𝘳𝘰𝘵𝘳𝘢𝘳𝘭𝘰 𝘦 𝘥𝘪 𝘱𝘳𝘰𝘵𝘦𝘨𝘨𝘦𝘳𝘭𝘰, 𝘧𝘪𝘯𝘰 𝘢𝘭 𝘮𝘰𝘮𝘦𝘯𝘵𝘰 𝘥𝘦𝘭𝘭’𝘪𝘯𝘦𝘷𝘪𝘵𝘢𝘣𝘪𝘭𝘦 𝘥𝘪𝘴𝘵𝘢𝘤𝘤𝘰. 𝘕𝘰𝘯 𝘥𝘪𝘮𝘦𝘯𝘵𝘪𝘤𝘩𝘦𝘳𝘰̀ 𝘮𝘢𝘪 

𝘲𝘶𝘦𝘭𝘭’𝘢𝘵𝘵𝘪𝘮𝘰 𝘪𝘯 𝘤𝘶𝘪 𝘭𝘦 𝘣𝘰𝘤𝘤𝘩𝘦 𝘥𝘪 𝘒𝘪𝘳𝘢 𝘦 𝘥𝘪 𝘓𝘪𝘵𝘩𝘢 𝘩𝘢𝘯𝘯𝘰 𝘱𝘳𝘦𝘴𝘰 𝘪𝘭 𝘤𝘢𝘱𝘦𝘻𝘻𝘰𝘭𝘰 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘮𝘢𝘥𝘳𝘦, 𝘪𝘭 𝘴𝘦𝘯𝘴𝘰 𝘥𝘪 

𝘱𝘳𝘦𝘥𝘦𝘵𝘦𝘳𝘮𝘪𝘯𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘥𝘪 𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵𝘰 𝘦𝘷𝘦𝘯𝘵𝘰 𝘮𝘪 𝘩𝘢 𝘮𝘦𝘳𝘢𝘷𝘪𝘨𝘭𝘪𝘢𝘵𝘰 𝘦 𝘤𝘰𝘯𝘵𝘪𝘯𝘶𝘢 𝘢 𝘮𝘦𝘳𝘢𝘷𝘪𝘨𝘭𝘪𝘢𝘳𝘮𝘪: 𝘦𝘴𝘴𝘦𝘳𝘤𝘪 

𝘯𝘦𝘭𝘭’𝘢𝘭𝘭𝘢𝘵𝘵𝘢𝘮𝘦𝘯𝘵𝘰, 𝘢𝘪𝘶𝘵𝘢𝘳𝘦 𝘚𝘰𝘯𝘪𝘢 𝘦 𝘭𝘦 𝘣𝘢𝘮𝘣𝘪𝘯𝘦 𝘪𝘯 𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵𝘰 𝘱𝘳𝘰𝘤𝘦𝘴𝘴𝘰 𝘥𝘪 𝘳𝘦𝘤𝘪𝘱𝘳𝘰𝘤𝘢 𝘤𝘰𝘯𝘰𝘴𝘤𝘦𝘯𝘻𝘢, 𝘦̀ 𝘴𝘵𝘢𝘵𝘰 𝘪𝘭 𝘱𝘳𝘪𝘮𝘰 𝘮𝘰𝘥𝘰 𝘥𝘪 𝘥𝘢𝘳𝘦 𝘪𝘮𝘱𝘰𝘳𝘵𝘢𝘯𝘻𝘢 𝘢𝘭 mio 𝘳𝘶𝘰𝘭𝘰 𝘥𝘪 𝘱𝘢𝘥𝘳𝘦." 

David, papà di Kira e Litha,compagno di Sonia 

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