Coccole per crescere: la magia del condividere Le coccole sono il primo strumento che i genitori hanno per aiutare i loro piccoli a crescere. E la coccola è fatta di ogni attenzione che riserviamo al nostro bambino in ogni sfera e momento di vita.

È fatta di piccoli gesti che possono durare anche pochi minuti, ma che fanno sentire al bimbo che siamo li per lui e ci curiamo di lui. E così anche la “lettura”, il raccontare piccole storie, lo sfogliare e commentare insieme delle immagini, diviene un momento di cura e coccola e, cosa più rilevante, di sostegno per la costruzione e la crescita della persona.

 

Leggere insieme, con i piccoli da 0 a 3 anni, significa anche solo soffermarsi con il nostro bimbo in braccio per condividere con lui dei pensieri, delle conoscenze o delle piccole storie; un gesto così semplice, che dura anche solo cinque minuti, ma che porta con se mille implicazioni: Siamo stati con il nostro piccolo, lo abbiamo coccolato, lo teniamo in braccio per coinvolgerlo maggiormente, e lo accogliamo con il nostro corpo. Grazie a questa componente fisica, caratterizzata anche da una voce calda e tranquilla, il nostro bambino si fermerà spontaneamente ad ascoltare ciò che abbiamo da offrirgli. Da ciò il fascino del libro, questo scrigno pieno di magie, potrà iniziare a far cadere i suoi semini fatti di tanti doni che il bambino si ritroverà per tutta la vita.

Ed il libro, acquisendo caratteristiche che vanno oltre il suo aspetto fisico, potrà divenire l’oggetto transizionale del bambino: quella piccola parte di voi, maneggevole che gli permetterà di sentirvi sempre con sé.

Qual è allora l’importanza per l’interesse del libro e l’utilizzo dello stesso nella crescita del bambino? Nei libri - anche in quelli per gli adulti - si trovano delle riduzione della realtà che ci permettono di averla più maneggevole, a misura delle nostre capacità. Attraverso libretti fatti anche di sole immagini, che sono poi il codice che il bimbo piccolo sa meglio decifrare, potrà avere una prima conoscenza delle cose del mondo, amplificata dall’accompagnamento che diamo al bambino leggendo quelle figure per lui e quindi identificandole, aiutandolo a conoscerle con il loro nome.

Allo stesso tempo mostriamo il meccanismo del leggere: decodifichiamo delle immagini che altro non sono se non un insieme di segni. E così anche in futuro, e per tutto il futuro, saprà istintivamente dove trovare delle informazione e, più frequentemente di quanto ci si aspetti, saprà che nei libri potrà trovare anche degli aiuti per superare i momenti di difficoltà. In fondo siamo noi i primi ad utilizzare spontaneamente delle brevi storie, anche inventate, per – e pur- di aiutarli a superare delle piccole difficoltà o delle tappe di vita (controllo sfinterico, nascita di un fratellino,…).

Citando Rousseau (1762): “fate che questo strumento serva ai suoi piaceri, e ben presto egli vi si applicherà vostro malgrado. L’interesse presente, ecco il grande movente, l’unico che conduca sicuramente e lontano”.

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Registrazione del Tribunale di Verona n.2049 Del 28 Luglio 2015 - R.o.c. Num 25932