Ogni educatrice di asilo nido si è trovata almeno una volta a dover comunicare ad una mamma che il suo bimbo è stato morso...

Il morso fa molto effetto sul genitore, sia perché lascia segni evidenti, sia perché è portato a pensare che il suo piccolo sia stato preso di mira, che l'educatrice voglia "coprire" l'aggressore e magari non sia stata nemmeno molto attenta.

 

Tutto ciò non è reale:

  • generalmente l'evento è tanto fulmineo, quanto immediato, quanto inatteso, può accadere tra due bimbi che stanno giocando tranquillamente tra loro, come tra due che si stanno serenamente "ignorando";
  • l'educatrice è tenuta a non dire chi ha dato il morso, poiché deve evitare che si crei una falsa idea su di un bambino;
  • il morso non è indice di aggressività.

Ci sono due spiegazioni sui morsi:

  • i morsi d'affetto sono quelli che ogni piccolo prova su di se da parte di mamma e papà, perché ogni genitore innamorato del suo bimbo lo "mangerebbe" tutto. Il bambino giocando può riproporre questa modalità di relazione che a lui piace, è un momento di gioco e divertimento e che procura benessere. La variabile è che bambini tanto piccoli non sanno controllare la forza, quindi il loro non sarà un "morsetto" appena percepibile, ma un vero morso. E sarà tanto lo sbalordimento davanti alla reazione di pianto del compagno.
  • mordere perché mancano le parole, bambini ancora piccoli non sanno ancora considerare l'altro come se: puntano alla soddisfazione dei loro bisogni e desideri, quindi un oggetto che interessa ed è nelle mani dell'altro, porterà il bambino prima a catapultarsi sull'oggetto per prenderlo, se l'altro oppone resistenza ed a lui mancano le parole per chiedere o proporre una mediazione, è possibile che, se lo scontro si prolunga, uno dei due si "spieghi" con un morso. 

In entrambe i casi è l'educatrice che deve intervenire in difesa dei soggetti: alla "vittima", che riceve comunque un'aggressione che la fa sentire violata, servirà subito il contenimento, e all'artefice del pianto che, rimanendo altrettanto scioccato, avrà bisogno di ricevere una spiegazione (più che un rimprovero).

Nel primo caso l'educatrice potrà spiegare anche separatamente ai due l'intenzione che sottostava al gesto: una dimostrazione d'affetto. E con la stessa prontezza comunicherà al genitore del bimbo che ha morso l'accaduto, in modo che, anche a casa, al piccolo sarà spiegato "come" sono fatte le coccole ed eventualmente il genitore si sappia spiegare se dovesse essere indicato il suo bambino da altri. Sempre nella speranza che non si arrivi a ciò.

Nel secondo caso è bene recuperare la relazione tra i due bambini, mettendo noi le parole laddove a loro mancano. Spiegando le possibilità di mediazione: dallo scambio al giocare insieme. Saper condividere è un grandissimo insegnamento che tutte le educatrici sanno dare ai loro bambini.

Va comunicato sempre ad entrambe i genitori l'accaduto per le medesime questioni di tutela.

Se la "situazione morsi" dovesse degenerare, sarà opportuno che il team delle educatrici pensi ad un intervento, magari in occasione dell'incontro con i genitori in assemblea, sui morsi ed il loro significato, così che nessuno si trovi impreparato.

Un educatrice di Asilo Nido

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Registrazione del Tribunale di Verona n.2049 Del 28 Luglio 2015 - R.o.c. Num 25932